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Legale pubblicare l’indirizzo degli spammer: Ralsky e Moore subissati dallo spam

11 Aprile 2003

Legale pubblicare l’indirizzo degli spammer: Ralsky e Moore subissati dallo spam

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Chi di spada ferisce, di spada perisce. Il vecchio adagio ben si adatta alla storia di uno spammer travolto dalla pubblicità non autorizzata, con la benedizione di un giudice.

George Alan Moore Jr., famoso nell’ambiente degli spammer, quelli che si fanno i soldi mandando a mezzo mondo messaggi pubblicitari nelle caselle di posta elettronica, si è vista rifiutare da un giudice del Maryland la sua richieste di cancellazione del proprio indirizzo di posta da una pagina Web.

Tutto ha inizio quando uno stanco Francis Uy, stanco di vedersi la propria casella di posta elettronica piena di messaggi non voluti, riceve l’ennesimo messaggio che gli propone di acquistare quella che a lui sembra una copia illegale del Norton antivirus.

Armato di pazienza e di tastiera, Francis inizia a navigare su Internet alla ricerca del mandante del messaggio. Alla fine del viaggio, trova indirizzo postale e numero di telefono di George Alan Moore Jr. e li sbatte sulla pagina del suo sito Web.
Così, le coordinate del più famoso spammer del Maryland diventano pubbliche.

Un affronto già successo a un suo collega, Alan Ralsky, il re dello spam sulla rete che, con questo traffico, ha messo su un vero e proprio impero miliardario, finito sulle pagine di Slashdot.
Dalla sua residenza da un milione di dollari, gestisce il suo regno fatto da 190 server che sparano più di un miliardo di messaggi al giorno. Da quando il suo indirizzo è sulla rete è stato sommerso da una marea di messaggi.

Sono stati i lettori della webzine Slashdot che, per punirlo, lo hanno iscritto a tutti gli invii postali possibili: cataloghi, brochure, depliant e quant’altro. Una vera tortura.

Torniamo a Moore Jr. Quando si accorge di essere lui la vittima di un numero consistente di messaggi postali a causa della pubblicazione delle sue coordinate, decide di fare causa contro Francis Uy presso un tribunale del Maryland.

Il giudice decide e sentenzia che pubblicare il vero indirizzo e il vero numero di telefono dello spammer in una pagina Web, non costituisce disturbo assillante secondo la legge del Maryland.

Così, Moore Jr. torna con la coda tra le gambe e Francis può continuare a pubblicare le coordinate sulla pagina Web. Le vittime di Moore Jr., dunque, possono continuare ad abbonarlo a ogni sorta di catalogo o posta di qualsiasi genere.

Moore Jr, sconsolato, ha dichiarato che dopo questo fatto ha ricevuto circa 70 prodotti e 200 riviste, oltre a una media di 5 telefonate di minaccia per la sua attività di spedizione illimitata di spam.

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