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L’editore alle prese con l’ebook, appunti dal TOC

24 Febbraio 2010

L’editore alle prese con l’ebook, appunti dal TOC

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La conferenza di O’Reilly dedicata alle tecnologie emergenti per il mondo editoriale lancia nuove sfide e conferma alcune indicazioni emerse nel corso del 2009

La domanda da cui parte l’edizione 2010 del TOC-Tools of Change in corso a New York è: come si produce un ebook? Senza tanti complimenti, si entra nella questione dei formati e flussi di produzione, problemi cruciali sui quali si cerca di fare chiarezza. Molta attenzione viene dedicata al formato epub indicato come il presente e il futuro dei libri elettronici: la sua portabilità su un numero crescente di device e di software reader ne fa di fatto il crocevia dell’editoria digitale. Non sembrano emergere altri modelli in grado di assurgere allo stato di standard. Qualcuno potrebbe storcere il naso e dire che, tanto per fare un esempio, il formato kindle esiste e funziona a prescindere dall’epub. Ma questo è vero fino a un certo punto.

Il formato epub

Bisogna, infatti, considerare due aspetti. Il primo: i lettori vogliono poter trovare il libro che cercano in un formato adatto al loro device: Amazon Kindle è fino a oggi, in attesa di iPad e dei device che verranno, il dispositivo più famoso (forse il più venduto nel mondo anglosassone, non in Italia), ma non è il solo. Non si può trascurare Kindle, ma neppure il momento per essere kindlecentrici. Il secondo: epub è una sorta di xHtml, insomma un linguaggio affine al Web ma rigoroso come Xml. In più è pensato per i libri elettronici e molti device lo supportano. Un libro in formato epub è ottenibile in un svariato numero di modi (passando da InDesign e Digital Editions, o da Word, DocBook e i suoi fogli di trasformazione, o alla peggio da Pdf attraverso un retro-passaggio in un formato editabile e quindi in Html), e una volta ottenuto esistono diversi strumenti (per esempio Calibre e Kindlegen) per convertirli in altri formati come mobi e kindle. Quest’ultimo poi è una sorta di Html e Css con del codice proprietario: se un libro formattato in Html funziona bene una volta portato su Kindle, ci sono molti presupposti che esso abbia una buona resa anche su altri device in grado di interpretare epub e xHtml.

L’artigiano degli ebook

Un editore, dunque, deve pensare al core del suo catalogo digitale in xHtml/epub, consapevole così che da lì potrà passare ad altri formati e coprire il maggior numero di device, e di lettori. Quindi l’editoria digitale che sta per venire parlerà epub. Ma questo cosa significa per gli editori in termini pratici? Se è vero che un epub è producibile in uno svariato numero di modi, il risultato non è così immediato. Il processo di conversione, da qualsiasi parte lo si approcci, non è automatico e implica una serie di controlli e step (qui dei passaggi consigliati per passare da inDesign a epub e quindi a kindle) in questo momento tutt’altro che automatizzabili. Siamo in un momento in cui nella casa editrice può trovare posto un architetto (o un artigiano) degli ebook. Si tratta di una figura professionale che deve essere in grado sia di guardare dall’alto il processo produttivo, sia di intervenirvi praticamente, mettendo le mani tra codice e metadati, gestendo vari passaggi in batch da riga di comando, ma all’occorrenza anche manualmente uno a uno. Deve sapere semplificare la complessità in favore di un risultato, sacrificando una soluzione raffinata in favore di una maggiore portabilità su più device: il keep it simple alla base delle buone pratiche del Web (dall’usabilità, ai fogli di stile fino all’interfaccia di Google) ritorna anche nell’epub e – un esempio tra i tanti – a esso sembrano destinate a essere immolate le tabelle, che se troppo grandi faticano a essere digerite da Kindle e sono meglio gestibili se convertite in uno statico oggetto grafico.

Applicazioni ricche

Avere un testo in un buon epub non è però il fine ultimo, ma solo una solida base di partenza. Apple, con iPhone/iPod Touch/iPad e l’App Store, offre delle possibilità interessanti all’editore: per esempio la possibilità di superare l’apparente dicotomia tra ebook e audiobook, costruendo intorno a un testo formattato in epub un’applicazione attraverso la quale il lettore passa combinare l’esperienza della lettura a quella dell’ascolto, e perché no anche della fruizione di video magari inclusi come apparati paratestuali o contenuti extra. Un prodotto editoriale così strutturato implica però la necessità di dover ripensare i contratti di edizione, dove tradizionalmente lo sfruttamento commerciale di un contenuto come ebook è un diritto diverso dallo sfruttamento come audiobook o come video. Insomma, se editor e redattori devono diventare un po’ architetti di ebook, anche i rights manager avranno il loro bel da fare.

La questione dei diritti

Rimanendo al tema dei diritti, ma ritornando sulla costruzione di file epub, merita un po’ di attenzione la questione dei font da embeddare: questa possibilità è garantita dal formato epub e senza dubbio vale la pena sfruttarla, ma bisogna fare attenzione a non includere font proprietari soggetti a licenze commerciali, per evitare di essere accusati di illecita distribuzione di materiale protetto da copyright. Una soluzione può essere trovata nelle librerie di font open source, come per esempio Liberation, coperto da una licenza Gnu.

Gestire le revisioni

È necessario, a questo punto, fare due passi indietro e ripensare anche il momento in cui il testo prende forma: questo da sempre avviene attraverso uno scambio più o meno serrato da autore e editore. L’invio di materiale viene oggi fatto via email o Ftp, in alcuni casi anche tramite la spedizione postale di materiali su Cd o Dvd. Questo modus operandi ha un grosso problema: non tiene traccia delle revisioni. Una tecnologia in grado di condividere documenti tra gruppi di persone, tenere traccia delle revisioni e notificare in tempo reale i cambiamenti esiste, anzi ne esistono diverse. Al Toc si parla di Subversion, open source e gratuito, ma bisogna ricordare anche Mercurial. In ogni caso, la sfida per l’editore qui consiste nello studio delle possibilità che questi strumenti offrono e nell’acquisizione di un metodo di utilizzo aperto e condiviso a tutte le parti coinvolte nella finalizzazione di un testo, prima che questo diventi libro, ebook o applicazione per gli utenti Apple.

Soluzioni per la distribuzione

Infine, una volta che l’editore ha acquisito tecnologie e competenze per gestire il flusso produttivo che porta alla realizzazione di un libro elettronico nei formati desiderati, viene il momento della sua distribuzione attraverso cataloghi digitali dedicati. Una soluzione può essere Open Publication Distribution System: si tratta di una syndication su base Atom che è interpretabile da un numero indefinito di software reader. Questo non in alternativa ad altre tecnologie o siti in grado di ospitare e vendere ebook, ma in sovrapposizione, per dare al lettore una possibilità in più di arrivare al contenuto. Come per la produzione di libri elettronici la via non è a senso unico, lo stesso vale per la distribuzione.

Confermando che è arrivato il tempo degli ebook, il filo rosso del TOC 2010 sembra così lapidario: per gli editori è importante ripensare tutto quello che ruota intorno a un libro che si appresta a diventare ebook.

L'autore

  • Fabio Brivio
    Fabio Brivio laurea in Storia Medievale e master in Informatica e Comunicazione, è il Responsabile per l'Editoria e la Formazione in Apogeo. Si interessa alla ricerca e allo sviluppo di soluzioni per l’editoria digitale e crede nella sinergia tra scienze umane e tecnologia. Ha ideato e coordinato lo sviluppo di un CMS utilizzato dagli editori del Gruppo Feltrinelli. Lo potete trovare in Rete partendo da briv.io oppure in cammino lungo qualche antica via tra Santiago, Roma e Gerusalemme.

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