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Le strategie mondiali dell’ITC e l’Italia delle banane

19 Dicembre 2001

Le strategie mondiali dell’ITC e l’Italia delle banane

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Se i grandi possessori di contenuti, vengono a fare spesa in Europa, esiste un concorrente europeo che sta andando a rastrellare imprese negli Stati Uniti.
Si tratta della francese Vivendi Universal che con l’acquisto di USA network e il 10 % di Echostar, si mette in sintonia con il grosso concorrente americano AOL Time Warner: sposare il “contenuto” (film, televisione, musica) e una potente piattaforma di distribuzione negli USA.

Questa, d’altronde, è stata la ragione della fusione tra AOL e la Time Warner: distribuire meglio i prodotti attraverso network televisivi, operatori via cavo e Internet.
Adesso la società americana, leader mondiale del settore, possiede il secondo operatore via cavo degli Stati Uniti e una serie di network.

Il gruppo Walt Disney possiede la ABC, mentre Viacom è proprietaria della CBS e una serie di netwok tematici (ad esempio MTV). Rupert Murdoch è il proprietario degli studios della Twentieth Century Fox e di molti dei principali servizi satellitari in Europa (BSkyB) e si appoggia agli Stati Uniti sulle reti televisive Fox.

Dunque, molti attuano questa strategia che gli analisti giudicano la più premiante perché sinergica tra i vari settori.

Il film di Harry Potter, sta avendo un grande successo grazie al marketing commerciale realizzato attraverso i settimanali, Internet e i network via cavo del gruppo AOL Time Warner.

Vivendi Universal, nata dalla fusione tra Vivendi e Seagram uno dei leader mondiali fino al 2000, manca notevolmente in questa strategia.

Comprando il network via cavo USA Network e formando un’alleanza strategica con il “bouquet” satellitare americano EchoStar, sta risalendo la china.
Attraverso USA Network, Vivendi entra in 80 milioni di case americane.

La scelta di EchoStar è ancora più strategica e punta sul satellite. L’azienda americana è seconda in classifica, ma potrebbe arrivare al primo posto se le autorità per la concorrenza daranno via libera al progetto di fusione con DirectTV, il leader del settore negli Stati Uniti.

In questo modo raggiungerebbe la notevole cifra di 15 milioni di abbonati, quasi equivalenti a quelli di AT&T Broadband, il primo operatore via cavo americano.

Strategie, queste, che fanno capire quanto il nostro paese sia indietro. Non solo tecnologicamente, ma soprattutto per la mancanza di managerialità e di strategie.
Facendo un paragone, ci sentiamo importanti ma viviamo in una repubblica delle banane sentendo musichette con una radio a galena.

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