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Le nuove vie dell’informazione a pagamento

05 Dicembre 2002

Le nuove vie dell’informazione a pagamento

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Gli editori statunitensi di testate online stanno sperimentando nuove formule di marketing per un passaggio graduale dal modello gratuito a quello a pagamento. I casi "Economist.com" e "Salon.com"

In questi ultimi mesi, i pubblicitari che operano su Internet stanno affannosamente cercando di trovare la formula magica in grado di che soddisfare, al tempo stesso, inserzionisti e lettori. Il compito, per il momento, si è rivelato piuttosto arduo. Intanto, alcuni siti Web hanno deciso di sperimentare modelli di marketing online innovativi.

Dopo il fallimento di formati pubblicitari online come le finestre di Pop-Up, ritenute troppo aggressive o dei banner, risultati, invece, poco efficaci; alcuni siti Web hanno deciso di sperimentare nuove strade. “Salon.com”, ad esempio, propone ai propri lettori di visionare un’inserzione pubblicitaria interattiva di circa 15 secondi in cambio dell’accesso gratuito, per un giorno, ai propri contenuti a pagamento.

“Con questa iniziativa – spiega Cheryl Lucanegro, vice presidente delle vendite di Salon Media Group – abbiamo cercato di trovare un sistema che dia più visibilità ai nostri contenuti di maggior valore, in modo che gli utenti se ne facciano un’idea ed eventualmente, sottoscrivano un abbonamento. E al tempo stesso, abbiamo proposto agli inserzionisti un sistema per parlare direttamente alla nostra audience”.

“Economist.com”, invece, ha scelto di proporre un anno di abbonamento gratuito a chi compilerà un questionario d’informazioni personali destinato ai propri inserzionisti pubblicitari, in questo caso Oracle. “Identifichiamo un’audience di utenti registrati che soddisfanno i criteri demografici di Oracle – spiega Paul Rossi, direttore commerciale di “Economist.com” – e in seguito gli regaliamo un abbonamento online. Con i complimenti di Oracle”.

“Salon.com” ha lanciato la sua campagna marketing con il gruppo Mercedes-Benz alcune settimane fa e prevede di continuare con altri due inserzionisti prima della fine dell’anno.

Nella pubblicità per la Mercedes classe E, gli internauti possono scegliere di visionare soltanto i 15 secondi del video pubblicitario o soffermarsi maggiormente se il modello Mercedes li interessa. Possono, in seguito, navigare nelle pagine a pagamento del sito per le 12 ore successive, durante le quali tutte le pubblicità che vedranno saranno legate a Mercedes. La tecnologia utilizzata è stata sviluppata da Ultramercial, una giovane società di Los Angeles.

Secondo Dana Jones, fondatrice di Ultramercial, si tratta di una tecnologia che potrebbe aiutare gli editori a evolvere verso un modello basato sugli abbonamenti a pagamento. E questo è ancora più interessante in periodi, come quello attuale, di crisi della pubblicità online. È una sorta di ponte tra la gratuità e la sottoscrizione a pagamento – aggiunge la Jones -, una buona occasione per gli editori di cambiare il proprio business model”.

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