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Le famiglie Hewlett e Packard contro il progetto di fusione di HP con Compaq

12 Dicembre 2001

Le famiglie Hewlett e Packard contro il progetto di fusione di HP con Compaq

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In questi giorni, tra le tante cose di cui si sta discutendo in Parlamento, c’è la nuova legislazione sulle Fondazioni bancarie che detengono il pacchetto azionario e dunque il potere sulle banche vere e proprie.
Bene, proprio una fondazione, la Packard Foundation, principale azionista di HP ha deciso di votare contro la fusione con l’altro colosso Compaq.

Susan Packard Orr, l’alter ego di Carly Fiorina, non ha usato mezzi termini e ha dichiarato che “dopo un’analisi dettagliata”, la Fondazione ha deciso che “i propri interessi sarebbero meglio serviti se Hewlett-Packard non realizzasse la transazione”.

In termini di peso azionario, la Fondazione detiene un po’ più del 10 % del capitale dell’azienda e le due famiglie dei fondatori, William Hewlett e David Packard, formano il principale blocco avverso il progetto. Avversione che era già stata espressa in novembre.

Insieme, le due famiglie raccolgono il 17 % del capitale azionario e sono in grado di influenzare gli altri azionisti.

L’alleanza voluta dall’amministratore delegato, Carly Fiorina tra HP e Compaq serve a creare il secondo gruppo informatico mondiale, con un fatturato combinato di 87 miliardi di dollari, dietro solo l’americana IBM.

Ma questa operazione, che dovrebbe avvenire per scambio di azioni, valutata 25 miliardi di dollari, dovrebbe creare il nuovo colosso mondiale dei personal computer, davanti a Dell.
I due gruppi che stanno lavorando per convincere investitori e azionisti della bontà della fusione, insistono nel loro progetto.

“Siamo delusi dalla decisione preliminare della Fondazione Packard – hanno dichiarato HP e Compaq in un comunicato comune – Il nostro fermo intendimento in favore di questa fusione risiede sulla convinzione che porterà la potenza e la crescita di benefici che i nostri azionisti si aspettano e che i nostri impiegati meritano”.

Questa determinazione viene spiegata da molti osservatori come un tentativo di mantenere in piedi un’operazione che sta fallendo e dal futuro sempre più incerto di Carly Fiorina.

Un voto come quello della Fondazione, infatti, suona a molti analisti come una sconfessione dell’amministratore delegato. In primis, sono i più grossi azionisti; secondo, non sono azionisti ordinari ma “i guardiani del tempio” come si esprime un analista.

Una situazione che ha spinto anche Jeff Bezos, a capo di Amazon.com, a dichiarare che “sarà difficile” portare a compimento la fusione.
Una fusione che ha già ricevuto una doccia fredda da Wall Street, visto che gli investitori pensano che porterà beneficio alla concorrenza e distrarrà HP e Compaq dagli altri obiettivi.

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