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L’E-book è troppo stiloso e anke tattiko

23 Luglio 2002

L’E-book è troppo stiloso e anke tattiko

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Il libro elettronico visto dai bambini. Cronaca semiseria del Laboratorio sugli e-Book realizzato alla Fiera del libro di Torino 2002

Confesso che in un primo momento ho avuto paura.
Quando mi sono seduta insieme a Patrizia Cimberio, responsabile della società Emotionbook, che ha organizzato l’evento, tra i cuscini colorati del gazebo allestito dal ministero dell’Istruzione, all’interno del Lingotto di Torino e ho visto una distesa di bambini che litigavano per accaparrarsi i posti più vicini a noi, ho stretto forte l’e-Book Reader Device che avevo in mano, il nuovissimo Pacebook commercializzato da pochi mesi in Italia dalla stessa Emotionbook, e ho pensato che ci avrebbero fatto a pezzi.

Invece, dopo cinque giorni alla Fiera del Libro, non solo il Pacebook ha dato prova di grande solidità, resistendo a ogni tipo di colpo infertogli dalle manine avide dei bambini (uno dei migliori test possibili sulla robustezza di prodotto!), ma in più il Laboratorio sull’e-Book promosso dalla Fondazione “Il battello a vapore” in collaborazione con la International eBook Association istituita da Microsoft, si è rivelato un’esperienza stupenda, ricca di spunti di riflessione e di aneddoti curiosi.

L’obiettivo del Laboratorio è stato quello di spiegare agli alunni di varie classi di scuola elementare e media cos’è un e-Book, come funziona e quali vantaggi può apportare sia in ambito scolastico che nel caso di una semplice lettura “di svago” e la risposta da parte del pubblico, circa un centinaio di bambini con un’età compresa tra cinque e quindici anni, è stata entusiastica.

A tutti è stato chiesto di compilare un questionario ed è subito emersa la conferma che le generazioni più giovani sono molto attratte dall’utilizzo dei mezzi informatici e che possiedono già dalla scuola elementare buone competenze di base. Su 106 intervistati, 72 ragazzi hanno affermato di possedere un videogioco (Gameboy, Playstation, Xbox, etc.), 91 di possedere un computer a casa (di loro proprietà, dei loro genitori o di fratelli e sorelle) e 93 di usarne uno a scuola, più o meno frequentemente. Inoltre, 61 ragazzi hanno dichiarato di avere a casa anche un collegamento ad Internet e 20 di loro di aver effettuato insieme ai genitori acquisti on-line, spaziando da acquisti di generi alimentari o di vestiario, per arrivare fino a libri o apparecchiature informatiche.

Con queste premesse e questo tipo di conoscenza informatica non stupisce il fatto che tutti i 106 alunni abbiano dichiarato di aver apprezzato il libro elettronico e che 94 di loro lo abbiano trovato uno strumento semplice da usare. 105 bambini hanno espresso il desiderio di averne uno a casa per leggere favole, libri comici, Topolino e perfino “horror” (alcuni hanno perfino disegnato le copertine dei loro libri preferiti sui nostri questionari) e 96 di loro ha affermato che sarebbero disposti ad utilizzare un e-Book per studiare varie materie, soprattutto lingue straniere, matematica e italiano.

L’entusiasmo con cui è stato accolta la nostra dimostrazione ha creato anche qualche piccolo imprevisto: tutti i bambini sono rimasti molto colpiti dallo schermo touchscreen dell’e-Book Reader Device e dalla penna ottica che permette di muoversi all’interno del libro, al punto che un bambino nella foga di scrivere ha utilizzato una biro vera al posto dell’apposita penna riempiendo lo schermo del Pacebook di scritte in inchiostro blu (ma niente paura, lo schermo è tornato come nuovo con un po’ di alcol!). Oppure, due bambini hanno iniziato a contendersi la penna, finché non si è staccata in due pezzi… ma nel complesso, contrariamente ai miei timori, Patrizia, io e tutti gli e-Book siamo sopravvissuti.

Le motivazioni per cui gli e-Book sono piaciuti così tanto sono molteplici.
Molti alunni hanno apprezzato il binomio computer – libro: una bambina di 10 anni ha scritto che l’e-Book le era piaciuto molto “perché si possono leggere i libri tecnologicamente” e un bambino ha detto: “l’e-Book è bello perché si legge un libro sul computer”. Altre motivazioni sono state: “si può leggere un libro senza libro e lo trovi nel computer”, “è molto modernizzato”,”mi piace tutto ciò che riguarda il PC” e “è innovativo”. Sembra quindi vincente l’idea di avvicinare i più giovani alla lettura, passando attraverso i mezzi informatici che tanto li attraggono.
Lo stesso principio vale anche nel caso in cui la lettura non sia solo di “svago”, ma sia necessaria per motivi scolastici.

Molti bambini sono rimasti colpiti dal fatto che un e-Book, inteso come uno strumento di studio, potesse essere “divertente”. La possibilità di fare giochi interattivi, di disegnare e colorare figure e di rispondere a quiz sul testo appena letto verificando in tempo reale l’esattezza delle risposte ha reso i momenti di studio un’esperienza piacevole e nuova, quasi fossero un’attività ludica. Molti alunni hanno infatti detto che apprezzavano molto i giochi contenuti negli e-Book.

Altri bambini sono rimasti colpiti dalle caratteristiche fisiche del Pacebook: la già citata penna ottica ha suscitato grande entusiasmo (pur essendoci stato un alunno che vedendola ha chiesto con voce perplessa: “se si usa questa nuova penna, i pennarelli colorati scompariranno?”), così come la possibilità di poter memorizzare in un unico apparecchio tutti i libri scolastici, eliminando il peso delle cartelle.

In conclusione, la risposta da parte di tutti gli alunni è stata davvero positiva…al punto che tutti pretendevano che regalassimo loro un esemplare di Pacebook e che c’è stato perfino chi ha colto l’occasione per lasciare scritta sotto gli occhi di tutti una dichiarazione d’amore per una compagna di classe!

In un contesto come quello della Fiera di Torino, in cui tutta la stampa proclamava a gran voce la morte degli e-Book, il Laboratorio ha evidenziato una controtendenza. Allo stato attuale delle tecnologie, è vero che nessuno può ancora sapere quale sarà lo spazio che in futuro gli e-Book si ritaglieranno nel mondo editoriale né quali saranno i motivi definitivi per cui potranno affermarsi. D’altra parte, a mio parere demonizzare un nuovo strumento di conoscenza che può permettere di avvicinare nuovi utenti alla lettura prima ancora di verificare quali saranno le sue potenzialità è prematuro.
Gli e-Book aiutano i bambini ad esercitare l’innata e prorompente curiosità che hanno fin da piccoli e ad indirizzarla verso il mondo dei libri, perciò forse vale la pena di non trascurare neppure la frase di una ragazza di 14 anni che ha detto semplicemente che aveva apprezzato l’e-Book “XKÈ È TROPPO STILOSO E ANKE TATTIKO”.

In fondo anche questo è un motivo per avvicinarla ai libri e per rivitalizzare il settore editoriale e la nostra comune sete di sapere.

L'autore

  • Ricciarda Barbieri Torriani
    Ricciarda Barbieri, laurea in Economia presso l'università Bocconi di Milano, lavora da sempre nell'editoria. È stata editor per la Narrativa italiana per Edizioni Piemme, Sperling&Kupfer e, dal 2010, per Giangiacomo Feltrinelli Editore.

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