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L’accessibilità del Web 2.0

09 Ottobre 2006

L’accessibilità del Web 2.0

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A che punto è l’accessibilità dei siti web ai non vedenti? Quali risultati si sono raggiunti? Che cosa si può fare di più? Quali difficoltà introduce il florilegio di applicazioni del cosiddetto Web 2.0 e il boom dei blog nella navigazione degli ipovedenti? Lo abbiamo chiesto a Marco Orsini, ventunenne insegnante e pianista palermitano

Marco Orsini è docente abilitato all’insegnamento dell’informatica ai minorati della vista, titolo conferitogli dall’Irifor, Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione dell’Unione Italiana Ciechi. Egli stesso è non vedente.

Marco, in che modo un non vedente ha accesso al computer e a Internet?

Una persona con disabilità e minorazione visiva oggi, grazie alla tecnologia e ad alcuni accorgimenti, può utilizzare il computer al pari di un normovedente. Il computer di una persona non vedente è un computer normale, di quelli che comunemente troviamo nei negozi di informatica. La differenza è data dalla presenza di un software denominato screen-reader, un programma che consente al computer di vocalizzare tutto ciò che si trova o avviene sullo schermo, e dal fatto che noi non vedenti non utilizziamo il mouse ma compiamo ogni operazione da tastiera. Per l’accesso al Web avviene la stessa cosa. Il computer vocalizza tutto ciò che appare sulla pagina web e quindi il non vedente può udirla, comprenderne il testo, scorgerne i link e anche navigare all’interno di essa, qualora la pagina sia accessibile.

A che punto è l’accessibilità del Web per chi, come te, non ha il dono della vista?

Bastano pochi accorgimenti per rendere accessibili le pagine web. Sarebbe già sufficiente etichettare, descrivere le immagini e i link, così da poterli rendere udibili con lo screen-reader e con il display braille, che è un altro strumento utilizzato dai non vedenti per accedere al Web e che consiste, appunto, di un display che, grazie al braille, permette al non vedente di leggere ciò che appare sullo schermo. Per l’utilizzo di questi strumenti è necessario che immagini e link siano sempre etichettati. Purtroppo oggi l’abbondante presenza di elementi grafici e di applicazioni in Flash, rende meno accessibile, se non per nulla, le pagine web. Certo, la presenza della grafica, in alcuni siti è fondamentale, tuttavia sarebbe buono che gli sviluppatori tenessero sempre conto di chi non ha la vista e realizzassero, delle loro pagine, anche una versione testuale alla quale possano accedere i non vedenti e gli ipovedenti.

Ormai da un po’ di tempo il Web è entrato nella cosiddetta era del 2.0, in cui l’utente diviene sempre più protagonista, contribuendo con i suoi contenuti alla creazione e alla crescita del Web stesso. Negli ultimi anni è esploso, come forse nient’altro, il fenomeno dei blog. Tutti hanno un blog, tutti leggono blog. Come si colloca il blog dal punto di vista dell’accessibilità? Tu trovi accessibili le pagine di un blog?

Dipende dal blogger. Un blog testuale con immagini opportunamente etichettate si rende sicuramente accessibile. Io stesso conto di avviarne uno al più presto, perché i miei impegni di musicista richiedono un contatto sempre più stretto col pubblico.

Ecco, mettiamoci dalla parte del non vedente che apre il suo blog. Quali sono le esperienze in proposito? È semplice per un non vedente aprire e gestire un blog?

Aprire un blog, contrariamente a quel che può sembrare, è piuttosto semplice. Il non vedente ha sempre un’idea più o meno precisa dello schermo e di ciò che vi compare. Io non ne ho ancora, ma ho degli amici non vedenti che ne hanno da tempo e che continuano a gestirli autonomamente. Certo il non vedente struttura blog perlopiù testuali e ha forse bisogno di una mano soprattutto per quel che riguarda l’aspetto grafico da dare alle proprie pagine e per la collocazione stessa delle immagini nell’ambito dello schermo. Purtroppo i più comuni screen-reader non implementano ancora del tutto quest’ultima funzione, non indicano cioè dove è collocata l’immagine stessa.

Ci sono piattaforme di blogging particolarmente accessibili?

Sì, ci sono. WordPress, per esempio, è una di queste.

Quali sono gli aspetti che rendono particolarmente accessibile WordPress?

Senza dubbio l’apertura di una singola finestra di editazione per ogni singola operazione compiuta dal blogger e poi i tanti pulsanti etichettati e quindi ben leggibili dagli screen-reader, così come la possibilità di verificare in tempo reale quello che si è pubblicato.

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