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La storia di Internet in 25 mappe

15 Dicembre 2004

La storia di Internet in 25 mappe

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Sul sito Mappedellarete.net è disponibile una storia visuale della Rete, dai primi nodi alla crescita tumultuosa, da ARPANET alle dorsali satellitari

Il primo disegno presente sul sito è uno schema tratto dal celebre memorandum di Paul Baran dell’agosto 1964, in cui vengono studiate le diverse tipologie di rete per identificare quella più efficace e sicura. Il disegno presenta tre concetti di rete fondamentali: la rete centralizzata, in cui tutti i computer comunicano tra loro attraverso un server centrale, la rete decentralizzata, in cui non si passa più attraverso un unico computer ma attraverso alcuni computer di snodo, e infine la rete distribuita, in cui non esistono punti di passaggio obbligati e i computer sono tutti in rete tra loro alla pari, è il concetto di Internet e delle reti Peer-to-peer.

In questo schema iniziale di rete distribuita c’è tutta Internet, nel bene e nel male: l’assenza di un centro; l’impossibilità di controllo; la capacità della rete di reggere ad eventi catastrofici localizzati come un attacco militare, picchi improvvisi di traffico, blackout, guasti hardware e software; ma anche la difficoltà di imporre leggi e regole. La strutturale libertà della rete è in quello schema, in quella fitta rete di nodi collegati tra loro in cui l’informazione corre veloce senza percorsi prefissati, aggirando gli ostacoli come acqua, scegliendo vie sempre nuove.

I disegni successivi mostrano la differenza tra teoria e pratica. Nei tardi anni Sessanta ARPANET, la progenitrice di Internet, è in fase di progettazione; la rete distribuita deve diventare realtà. Ecco che tecnici e ricercatori passano dagli eleganti schemi teorici alla Baran a schizzi rapidi, su carta a quadretti, e dai molteplici nodi equidistanti alla realtà dei primi nodi: appena 4, i celebri 4 nodi che appaiono negli schizzi del 1969 (per la cronaca: le Università di California Los Angeles, Santa Barbara, Utah e lo Stanford Research Institute).

1971: i disegni cambiano ancora. Non più schemi teorici, non più schizzi pionieristici. È il momento delle mappe vere e proprie, perché ARPANET cresce rapidamente. Come racconta Carlo Gubitosa nell’e-book La vera storia di Internet: “All’inizio del 1970, Leonard Kleinrock fece un commento al suo amico Larry Roberts: “Sai, Larry, questa rete sta diventando troppo complessa per essere disegnata sul retro di una busta”. (…). Roberts fu d’accordo con Kleinrock, e decise di rivolgersi ad una ditta di consulenza per informatizzare l’operazione di censimento dei nodi e disegnare le successive mappe della rete attraverso il computer”.
Nel settembre 1971 la mappa geografica di ARPANET già mostra una rete di 16 nodi che corre da costa a costa dell’America. Le mappe logiche della rete diventano sempre più complesse, percorse da una ragnatela di router e dorsali.

1981: ARPANET si arricchisce di nuove dimensioni sociali. È l’anno in cui cominciano a circolare su ARPANET i messaggi di USENET, la rete di gruppi di discussione nata nel 1979,. Una mappa geografica di USENET del 1986 mostra una fitta rete di linee che connettono America del Nord, Europa ed Estremo Oriente. Questa rete di connessioni umane verrà usata dagli studenti cinesi per raccontare al mondo la tragedia di Tiananmen; la rete diventa un vero e proprio mezzo di comunicazione globale.

1989: ARPANET si avvia alla fine della propria esistenza. Nuove reti la stanno per soppiantare: le università americane si appoggiano ad NSFNET, la nuova, potente rete accademica, mentre i militari migrano su MILNET, una rete chiusa e più sicura. Ovunque si sviluppano nuove reti, da BITNET a JANET. È il momento di Internet, la “rete delle reti”. ARPANET verrà definitivamente abbandonata nel 1990, 21 anni dopo la nascita, lo stesso anno in cui nei laboratori del CERN di Ginevra prende vita ufficialmente il World Wide Web. Ma questa è un’altra storia.

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