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La rivoluzione parte dai Radiohead

03 Ottobre 2007

La rivoluzione parte dai Radiohead

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Quel che si dice in Rete. I Radiohead colpiscono la scena musicale. Il nuovo Corriere. La foto su quel cartellone è di Flickr

Radiohead e il laboratorio della musica. Come racconta Cristian Conti i Radiohead, dopo aver lasciato la loro casa discografica, hanno deciso di autoprodursi e di vendere il loro nuovo album via Internet. In due versioni, una delle quali, quella digitale, lascia all’utente la decisione sul prezzo da pagare. Giorgio Valletta si chiede se questa mossa segnerà l’inizio della fine delle case discografiche, mentre Nicola Bruno è dubbioso: l’esperimento è facile per i Radiohead, band conosciuta e apprezzata. Ma per i giovani artisti emergenti? Dario Bonacina spiega che anche iTunes, il negozio online di Apple, potrebbe soffrire molto la scelta del gruppo di Oxford. Paolo Attivissimo coglie l’occasione per ribadire l’inefficacia del Drm, e puntualizza come quello dei Radiohead non sia il primo esperimento del genere. Antonio Sofi riflette sull’idea del micropagamento legata all’operazione. Luca De Biase pensa al mondo della musica come laboratorio dell’economia legata ai contenuti digitali, e Brunoblog lamenta una certa difficoltà nell’accedere al sito per completare l’acquisto.

Il Corriere online cambia faccia. Nuova veste grafica per il sito de Il Corriere della Sera. Il quotidiano, nella sua versione online, cambia anche approccio all’informazione, come spiega Blog a Progetto. Per Alessio Jacona alcune dichiarazioni del direttore Pratellesi sono forse un po’ esagerate, in particolare quando si riferisce ai lettori come ai nuovi padroni del giornale. Paolo Valdemarin pensa che le novità siano davvero poche, e che per poter parlare di apertura agli utenti bisognerebbe fare molto di più.

Da Flickr alla pubblicità. Tagliablog racconta il curioso caso di una foto di Flickr, finita su un cartellone pubblicitario.

Il retargeting? Esiste già. I Googlisti segnalano un servizio web che permette il ridimensionamento non lineare di immagini secondo un algoritmo già visto in alcuni video.

Arriva il Media Player di Adobe. Tommaso Tessarolo analizza pregi e difetti di Adobe Media Player. Che sembra avere più punti in comune con Joost che con iTunes.

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