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La rivolta dei bibliotecari americani

24 Gennaio 2001

La rivolta dei bibliotecari americani

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Continuano negli USA le prese di posizione contro ogni forma di censura sulla Rete. È la volta dell’associazione dei bibliotecari sporgere denuncia contro i filtri imposti sui computer pubblici.

L’avevamo scritto in questa rubrica, della Children’s Internet Protection Act (CIPA), una legge, votata recentemente dal parlamento americano che, tra l’altro, obbliga ad inserire filtri informatici sui computer posizionati in luoghi pubblici per impedire l’accesso a siti “tendenziosi”.

Ebbene, l’associazione americana dei bibliotecari (ALA) ha deciso di denunciare il governo per protestare contro questa legge, nata per difendere i bambini da possibili visioni non consone alla loro età ma che, inevitabilmente, ha dei riflessi sugli adulti che sono costretti a navigare su un’Internet censurata.

L’ALA ha dichiarato che questa legge è incostituzionale e rappresenta una violazione del primo emendamento.
Per il momento, l’associazione sta studiando i modi attraverso i quali poter lottare efficacemente contro la legge in questione.

Già l’ACLU (Associazione americana per le libertà civili) aveva espresso il suo totale disaccordo, subito dopo la promulgazione della legge.
Ora, secondo quanto scrivono vari quotidiani americani, sembra intenzionata ad affiancarsi all’ALA nell’azione legale contro il governo.

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