L’associazione che raccoglie il grosso l’industria discografica americana, comprese le major, RIAA ha lanciato l’offensiva totale globale contro la pirateria elettronica musicale e ha deciso di portare in tribunale centinaia di utenti del P2P.
Ma il “cerbero” non è così cattivo e arriva il primo accordo amichevole con uno degli accusati.
Anche perché l’accusato in questione è una ragazzina di 12 anni, rea di aver messo a disposizione di altri utenti più di 1.000 file musicali.
Prendersela con una ragazzina avrebbe potuto creare non pochi problemi di immagine alla RIAA. Immaginate gli avvocati dell’associazione che torchiano sul banco dei testimoni una bambina.
Così hanno dato la possibilità alla madre della ragazzina (non faremo i nomi né della mamma, né della bambina) che ha usato Kazaa per distribuire musica in formato elettronico, di sottoscrivere un accordo amichevole per annullare l’azione legale della RIAA.
Non se la caverà con uno scappellotto però. La RIAA, secondo i termini dell’accordo, riceverà dalla madre della giovanissima imputata la somma di 2 mila dollari per danni.
Si chiuderà, così, il primo accordo intervenuto nella mega azione legale intentata dalla RIAA contro utenti Internet dei servizi di scambio gratuito di file musicali.