La RIAA, sempre più assetata di “sangue”, se la prende nientemeno che con Thomson Multimedia (TMM) e la accusa di pirateria.
Il gruppo elettronico francese contesta vigorosamente questa accusa giunta dagli Stati Uniti dalle principali case discografiche contro la sua società Technicolor, uno dei più importanti fabbricanti e distributori mondiali di dischi audio e video.
La RIAA (Recording Industry Association of America), che raggruppa le principali case discografiche come Warner Music, Universal Music, BMG, EMI e Sony Music, ha depositato davanti a un tribunale federale di Los Angeles una causa contro la Technicolor di Camarillo, accusando questa di aver copiato e distribuito CD pirata di artisti del calibro di Céline Dion, Julio Iglesias, Amber, ecc.
L’azienda capogruppo francese ha affermato in un comunicato che “la causa riguardante un numero molto limitato di copie di dischi audio realizzati dalla Technicolor prima della sua acquisizione da parte di Thomson è senza fondamento”.
TMM aveva comprato Technicolor nel gennaio del 2001 per 2 miliardi di dollari e afferma che “Technicolor ha costruito da tempo relazioni di fiducia con i principali studios e fornitori di contenuti, grazie a una politica estremamente ferma di lotta contro il la pirateria musicale”.
A propria discolpa, il gruppo francese cita la principale organizzazione degli studios americani (la Motion Picture Association of America), che ha dichiarato di “non aver alcuna conoscenza di problemi di copyright nei quali sia implicata Technicolor”.