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La (nuova) buona scuola

07 Novembre 2016

La (nuova) buona scuola

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Il Piano Nazionale Scuola Digitale non è solo una dichiarazione di buone intenzioni ma si traduce anche in iniziative precise.

Mentre Renzi e la Ministra Giannini si confrontano accesamente sui limiti della riforma chiamata – forse troppo ambiziosamente – La buona scuola, le iniziative per innovare l’istruzione pubblica italiana proseguono.

Già a maggio avevamo parlato del Piano Nazionale Scuola Digitale, con le sue azioni a sostegno delle risorse didattiche aperte, e avevamo segnalato un interessante bando rivolto alle biblioteche scolastiche più innovative.

Questo giovedì scade invece un nuovo bando rientrante nell’Azione 15 del Piano Nazionale e mirato alla creazione di 25 curricoli digitali, cioè percorsi didattici innovativi articolati su dieci aree tematiche davvero chiave: diritti in internet, educazione ai media (e ai social), educazione all’informazione, STEM (cioè competenze digitali per robotica educativa, making e stampa 3D, Internet of Things eccetera), big e open data, coding, arte e cultura digitale, educazione alla lettura e alla scrittura in ambienti digitali, economia digitale, imprenditorialità digitale.

Come spiega il comunicato stampa pubblicato sul sito del MIUR, l’intervento promosso da questo nuovo bando prevede

la produzione di 25 curricoli capaci di favorire lo sviluppo di competenze digitali e di accompagnare le attività di apprendimento degli studenti in maniera stimolante e attrattiva. Dovrà trattarsi di percorsi innovativi per modalità di fruizione, organizzazione dei contenuti, modalità di accompagnamento e valorizzazione dei risultati, capacità di stimolare il protagonismo degli studenti.

A poter partecipare non sono singoli istituti scolastici, bensì reti di istituti (ovviamente coordinate da una scuola capofila), le quali potranno ambire ad accaparrarsi una somma massima di tutto rispetto: 170 mila euro per ciascuna rete, per un budget complessivo di 4,3 milioni di euro, ovviamente dietro presentazione di un progetto concreto e ben argomentato che risponda ai requisiti e agli obiettivi individuati dal bando.

Finalmente, con il PNSD, il ministero sta portando avanti una serie di azioni organiche e strategiche che mirano a sviluppare le competenze digitali degli allievi, molto abili ad utilizzare i vari dispositivi fin da piccolissimi ma spesso in modo poco consapevole.
Questo bando, in particolare, propone alcune ‘aree chiave’ su cui le scuole sono invitate a riflettere per elaborare percorsi innovativi anche in rete con altre scuole. È importante sottolineare che è prevista la possibilità di coinvolgere Università ed esperti del settore.
I percorsi che saranno approvati nel bando e i relativi risultati verranno poi messi a disposizione di tutte le scuole italiane per favorire la ricaduta dell’investimento.

È il commento di Alberto Panzarasa, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo di via Botto a Vigevano, artefice di Didatticaduepuntozero.it e capofila di una rete di venti scuole accomunate dall’esperienza pregressa di partecipazione ai bandi Generazione Web, Formazione insegnanti Generazione Web e altri progetti di formazione tecnologica.

Al di là di valutazioni politiche, sul piano meramente tecnico, è certo che queste iniziative favoriscano la riflessione su tematiche educative fondamentali per le nuove generazioni e stimolino la crescita del sistema tramite la collaborazione e condivisione fra scuole ed esperti del settore.

Il testo di questo articolo è sotto licenza Creative Commons Attribution – Share Alike 4.0.

L'autore

  • Simone Aliprandi
    Simone Aliprandi ha un dottorato di ricerca in Società dell’Informazione ed è un avvocato che si occupa di consulenza, ricerca e formazione nel campo del diritto d’autore e più in generale del diritto dell’ICT. È responsabile del progetto copyleft-italia.it, è membro del network Array e collabora come docente con alcuni istituti universitari; ha pubblicato articoli e libri sul mondo delle tecnologie open e della cultura libera, rilasciando tutte le sue opere con licenze di tipo copyleft.

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