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La mobilità è la vera killer application, parola di Rim

06 Ottobre 2004

La mobilità è la vera killer application, parola di Rim

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Non solo smartphone dunque, per la società canadese che individua nel mobile office il settore su cui giocarsi il tutto per tutto. La mobilità è la vera killer application degli anni a venire. Intervista a Vincenzo Aurucci, general manager di Research In Motion in Italia

Fa la sua prima apparizione in Italia nel maggio del 2002 dopo aver firmato un contratto con Tim. Poi firma anche con Vodafone. Rim, “Research in motion”, ricerca in movimento, ha una ventina di dipendenti in Italia ed è la società wireless del momento. Quotata al Nasdaq e alla Borsa di Toronto, Rim è stata fondata nel 1984, con base a Waterloo, Ontario. Opera in Nord America, Europa e Asia-Pacifico. I media italiani di settore le hanno dedicato molto spazio negli ultimi tempi. Con qualche inesattezza. Spesso scambiata per una qualsiasi azienda che vende smartphone è invece una compagnia che progetta, produce e commercializza soluzioni wireless innovative: la piattaforma Blackberry e la gamma Wireless handheld. Vincenzo Aurucci, general manager di Rim in Italia chiarisce bene il concetto.

Spesso si parla di Blackberry come se fosse un prodotto e invece è un servizio, possiamo chiarire meglio?

Noi offriamo un servizio dati in mobilità. Si parla sempre più spesso di qual è la killer application, noi l’abbiamo individuata nella mobilità. Quando si parla di Bb anche sui media se ne parla come tutti gli altri telefoni o come tutti gli altri smartphone, ma in realtà è qualcosa di più.

E cioè?

Non si dice che la maggior parte degli smartphone hanno di fatto scelto di avere Bb come uno dei servizi offerti al cliente che li acquista. Palm, Motorola, Nokia (con il nuovo Navigator) sono tutti produttori di terminali che hanno Bb connect on board. Significa che il cliente può richiedere a Tim o a Vodafone, nel momento in cui acquista questo terminale, di sottoscrivere anche il Bb su quel particolare dispositivo. Il cliente che vuole utilizzare il servizio Bb può anche decidere di acquistare un altro terminale (il Nokia 6820, il T900 Sony Erickson per esempio).

Bb è diventato uno standard nei servizi di posta elettronica. Si parla sempre di Bb come una soluzione di posta elettronica in mobilità, ma non c’è soltanto questo, vero?

Non tutti dicono, come noi vorremmo, che la nostra soluzione ha un motore, che noi chiamiamo Mds (Mobile data service), che di fatto è la porta per poter utilizzare in mobilità anche applicazioni presenti all’interno di una intranet. Oppure è possibile navigare in internet con un browser http, non con un browser wap. Inoltre si possono usare in mobilità applicativi come Sap, Siebel o e-Office. Il Bb è una vera soluzione di mobile office che consente di fare in mobilità tutto ciò che un utente fa sul proprio desktop. C’è tanto oltre la posta elettronica e vediamo che questo non viene veicolato sufficientemente né dai media né da chi Bb lo vende.

Come funziona il vostro sistema di vendita?

Non abbiamo un modello di vendita diretta, ma vendiamo attraverso gli operatori di telefonia mobile. In Italia guadagniamo attraverso Tim e Vodafone, non abbiamo un canale di vendita diretta.

Tenuto conto delle svariate possibilità di utilizzo di Blackberry, la posta elettronica in mobilità resta comunque il servizio più utilizzato sui sistemi Bb: come funziona?

La posta elettronica è sicuramente l’applicazione principe. È una soluzione push (penso sia l’unica soluzione veramente push sul mercato): significa che l’e-mail viene inoltrata sul terminale in modo completamente automatico senza alcuna richiesta da parte del cliente. Un esempio: un’impresa ha un server di posta aziendale. Se loro scelgono la soluzione Bb, decidono per esempio di dare i Bb a tutti i propri dirigenti. Noi forniamo a quest’azienda un server da installare e integrare con il server di posta elettronica dell’azienda e nel momento in cui il server viene installato a casa del cliente, vengono identificati gli indirizzi di posta elettronica dei dirigenti a cui verrà fornita la soluzione di posta elettronica in mobilità. Ogni volta che il server deve inviare o ricevere e-mail da questi indirizzi, si scatena un’interazione con il nostro server che si chiama “Blackberry enterprise server” che la inoltra al terminale. Il contenuto dell’e-mail viene non soltanto criptato ma anche compresso per un’ottimizzazione dell’utilizzo del canale: tutti i messaggi inoltrati su terminale viaggiano su canale Gprs in maniera criptata. Il grosso valore aggiunto è quindi la sicurezza che negli Stati Uniti è ormai un must e che sta prendendo piede anche in Italia.

Cosa offre di più Rim rispetto a soluzioni di internet mobile come i-Mode di Ntt Docomo adottata in Italia da Wind?

Non conosco in dettaglio la soluzione i-Mode. Certamente la sicurezza in Rim è un tratto distintivo. Criptiamo con algoritmo Triple Des che è uno dei più sicuri. Tanto è vero che viene utilizzata da alcune amministrazioni pubbliche del Governo degli Stati Uniti. Siamo l’unico terminale al mondo che ha superato una serie di certificazioni legate alla sicurezza che lo rendono distintivo. Un altro plus è quello della compressione. E poi c’è anche l’esperienza del cliente di ricevere la posta in maniera così naturale senza doversi preoccupare di nulla. Un fatto che rende piacevole l’utilizzo della posta in mobilità. Anche le modalità con cui le e-mail vengono scaricate dal server verso il terminale, quando sono e-mail lunghe o contengono attachment, è stato studiato in modo particolare. Vengono scaricati 2 Kb per volta e man mano che il cliente desidera leggere di più, il server automaticamente scarica altri kb, semplicemente facendo scroll sul display. L’esperienza è molto friendly e anche molto addictive. Mi è successo che il terminale si è rotto e mi sono sentito letteralmente perso.

Oltre all’esperienza dell’utente finale, quali sono le innovazioni per le aziende?

Un’azienda che dà 500 terminali ai propri dipendenti si deve anche preoccupare di capire come gestirli. Abbiamo esempi di alcune società americane, di cui non posso fare il nome, con policy particolari che hanno deciso di richiedere in maniera centralizzata l’immissione di una password ogni tot minuti di inattività per evitare che il dipendente possa perdere o dimenticare il terminale da qualche parte e qualcuno possa accedere alla sua posta elettronica.

Verso quale delle due offerte siete più focalizzati al momento: Blackberry connect o Blackberry built?

Siamo un po’ più focalizzati sulla prima soluzione, ma ci sono anche terminali (come per esempio il Siemens) che hanno applicativi Bb integrati: non offrono solamente una connessione. Per un accordo tra Rim e Siemens (ma anche altri si stanno muovendo) è stata realizzata una virtual machine Bb in questi terminali. Di fatto c’è la possibilità di utilizzare questo terminale come se fosse un vero e proprio Bb, con tutte le caratteristiche specifiche. Non solo una connessione al server ma anche le stesse interfacce del terminale Bb sono riprodotte sul terminale.

Con chi avete fatto accordi?

Abbiamo stipulato contratti di agreement con i principali fornitori mondiali di telefonini: Motorola, Nokia, Sony Erickson, Palm, Siemens. La nostra comunque resta una soluzione device independent. Il vantaggio per l’operatore è dare il servizio con una scelta più ampia dei terminali.

Presente e futuro: Blackberry è la vostra soluzione wireless che oggi funziona su Gprs, quali sviluppi sono previsti con la telefonia di terza generazione e con una maggiore banda a disposizione?

Lavoriamo su Gprs, abbiamo però già in cantiere prodotti Edge che verranno lanciati il prossimo anno: un’evoluzione del Gprs. C’è molta attenzione da parte degli operatori di telefonia. Abbiamo anche gruppi di lavoro e progetti che sono più avanti nel tempo all’estero. In ambito Umts stiamo pensando di capire come vogliono muoversi gli operatori. Stiamo anche lavorando su altri tipi di applicazioni con connettività Wi-Fi. Non sono cose su cui stiamo spingendo molto qui in Italia, ma si stanno facendo progressi enormi su alcuni mercati e applicazioni specifiche. Rim è una società che fa molta ricerca: ci saranno in futuro moltissime novità. Abbiamo un campus a Waterloo che è integrato nell’università della città con una grossa tendenza verso l’innovazione e la ricerca. Vogliamo essere il numero uno in queste applicazioni e i risultati ci incoraggiano.

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