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La mafia utilizza sempre più spesso Internet

26 Giugno 2001

La mafia utilizza sempre più spesso Internet

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Preoccupante il rapporto presentato dalla Direzione nazionale antimafia. Cresce il riciclaggio di denaro sporco via Internet e si allarga lo spettro delle attività illegali online.

Nel rapporto 2001 su “criminalità organizzata, economia e finanza in Italia”, la Direzione nazionale antimafia (Dna) e la Direzione investigativa antimafia (Dia) hanno messo in evidenza, tra l’altro, l’utilizzo sempre più frequente, da parte della criminalità organizzata, degli strumenti offerti dallo sviluppo delle nuove tecnologie.

In particolare, la possibilità di compiere un numero elevatissimo di operazioni via Internet, senza il rischio di essere individuati, ha consentito alle organizzazioni mafiose di incrementare e ampliare i loro traffici illeciti.

Il Web rappresenta, infatti, un terreno fertilissimo per le attività di riciclaggio del denaro sporco, per il reperimento di documento d’identità falsi e per lo svolgimento di operazioni finanziarie illegali.

È possibile per le organizzazioni criminali acquistare società off-shore, aprire conti bancari, nonché costituire e acquisire una banca, nel più completo anonimato.

Anche in ambiti “tradizionali”, come quello legato al settore degli appalti, si moltiplicano le possibilità di infiltrazioni mafiose, dal momento che le imprese sono ormai in grado di partecipare alle gare che si svolgono in tutto il mondo.

Nonostante si stiano intensificando gli sforzi dei diversi Stati per creare un’efficace sistema di coordinamento contro il crimine a livello europeo, le organizzazioni malavitose riescono comunque, non solo a stringere legami sempre più solidi con le altre organizzazioni internazionali, ma anche a servirsi della rete telematica per gestire ed espandere attività già da tempo “ben avviate”, come quelle relative alle immigrazioni clandestine, alla prostituzione e allo sfruttamento del lavoro.

Il rapporto ha indicato anche una serie di possibili azioni finalizzate alla prevenzione e alla lotta alla criminalità. Le risorse tecnologiche a disposizione delle forze dell’ordine devono essere incrementate, ma è altrettanto importante che vengano introdotte regole chiare al fine di ostacolare lo svolgimento di attività illecite online e di ridurre le opportunità di anonimato garantite, ad esempio, dall’elevato numero di “paradisi fiscali”, ai quali le organizzazioni criminali possono rivolgersi.

L'autore

  • Annarita Gili
    Annarita Gili è avvocato civilista. Dal 1995 si dedica allo studio e all’attività professionale relativamente a tutti i settori del Diritto Civile, tra cui il Diritto dell’Informatica, di Internet e delle Nuove tecnologie.

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