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La mafia americana usa Internet per le sue truffe

21 Marzo 2003

La mafia americana usa Internet per le sue truffe

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La mafia d’Oltreoceano, duramente colpita dalle indagini dell’FBI, si butta su Internet organizzando truffe.
Un membro della famiglia mafiosa Gambino, ex boss di New York, è stato arrestato con l’accusa di aver organizzato una truffa su Internet che ha fruttato circa 230 milioni di dollari.

In un comunicato, il procuratore federale di Brooklyn, Roslynn Mauskopf ha dichiarato che Richard Martino è stato accusato di aver inventato, con l’aiuto di complici, un modo per estorcere a migliaia di utenti di mezzo mondo piccole somme di denaro a loro insaputa.

Per questo, Martino aveva fondato una società di servizi informatici che aveva sottoscritto accordi con l’editore del magazine Crescent, che pubblica anche riviste come Playgirl, High Society, Climax e Young Girl (nulla di intellettuale).

Attraverso link sui siti di queste riviste, Martino proponeva falsi tour gratuiti di siti erotici, a patto che si fornisse il numero della carta di credito.
L’ignaro utente che accettava veniva “abbonato” a sua insaputa, nella maggior parte dei casi a 59,99 dollari al mese.

Se i clienti si lamentavano presso la società editrice dei siti Webm, venivano rimborsati a domicilio. Ad allertare gli inquirenti è stato l’alto numero di richieste di rimborso di carte Visa.

“Questa truffa massiccia – ha sottolineato il procuratore federale – è un attentato al commercio elettronico in tutto il mondo e adesso gli imputati devono renderne conto”.

Se riconosciuti colpevoli, Martino e i suoi complici rischiano pene fino a vent’anni di galera e multe che possono arrivare al doppio di quanto truffato, cioè 460 milioni di dollari.

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