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La lezione delle mura di Babilonia

09 Luglio 2024

La lezione delle mura di Babilonia

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Se possediamo ricchezza o progettiamo di arrivare a possederla, va messo in preventivo anche l’allestimento di forme adeguate di prevenzione del rischio.

Il segreto per conservare la ricchezza nel tempo

Il vecchio Banzar, truce guerriero di un tempo passato, era di guardia al passaggio che conduceva alla cima delle antiche mura di Babilonia. Là in cima, i valorosi protettori della città si stavano battendo per difendere le mura.

L’esistenza futura della grande città, con le sue centinaia di migliaia di cittadini, dipendeva da loro.

Da oltre le mura giungevano i ruggiti degli eserciti dell’assedio: le grida dei soldati, il calpestio di migliaia di cavalli, il rimbombo assordante degli arieti che colpivano le porte di bronzo. Nella strada dietro al cancello erano seduti i lancieri, in attesa di difendere l’ingresso se le porte avessero ceduto: Banzar era solo uno dei molti a cui era stato assegnato questo compito.

Gli eserciti più importanti di Babilonia erano lontani, in Oriente, con il Re, impegnati in una grande spedizione contro gli Elamiti. Nessuno aveva previsto un attacco alla città in loro assenza, dunque le forze di difesa di Babilonia erano esigue. Inaspettatamente, i grandi eserciti degli Assiri avevano attaccato da nord: le mura dovevano resistere, o Babilonia sarebbe caduta.

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Banzar era circondato da gruppi di cittadini terrorizzati, impazienti di ricevere notizie della battaglia. In uno stupore ovattato, osservavano il flusso di feriti e morti che venivano trasportati o condotti fuori dal passaggio. Era il momento cruciale dell’attacco. Dopo aver girato intorno alla città per tre giorni, il nemico aveva improvvisamente assaltato con tutte le forze quella porta e l’area circostante.

I protettori della città, dalla cima delle mura, respingevano le torri d’assedio e le scale dei nemici con frecce, olio bollente e, se qualcuno raggiungeva la cima, lance. Migliaia di arcieri nemici lanciavano raffiche micidiali di frecce contro i soldati che difendevano Babilonia.

Un anziano mercante

Il vecchio Banzar aveva un punto di osservazione privilegiato. Era il più vicino al conflitto ed era il primo a sentire i rumori forsennati dei combattimenti che respingevano gli assalitori. Un anziano mercante gli si avvicinò, con le mani tremanti. Dimmi! Dimmi! lo implorò.

Dimmi che non riusciranno a entrare. I miei figli sono con il buon Re. Non c’è nessuno che protegga la mia vecchia moglie. Ruberanno tutte le mie cose e non mi lasceranno niente da mangiare. Siamo vecchi, troppo vecchi per difenderci, troppo vecchi per possedere schiavi.

Moriremo di fame. Dimmi che non riusciranno a entrare.

Calmati rispose la guardia. Le mura di Babilonia sono forti.

Torna alla piazza del mercato e di’ a tua moglie che le mura proteggeranno voi e tutti i vostri beni proprio come proteggono i ricchi tesori del Re. Rimani vicino alle mura, altrimenti le frecce che volano oltre le mura potrebbero colpirti!

Una donna con un bambino

Una donna con un bambino in braccio sostituì il vecchio che si allontanava. Sergente, che notizie avete? Dimmi la verità, voglio rassicurare il mio povero marito. Le sue ferite sono infette e ha la febbre, ma vuole continuare a proteggermi con la sua lancia e la sua armatura.

Dice che, se i nostri nemici entreranno in città, andremo incontro a un destino orribile.

Le mura alte e forti di Babilonia proteggeranno te e il tuo bambino. Non senti le urla dei nostri coraggiosi soldati, che versano barili di olio bollente sui nemici che tentano di entrare?

Sì, sento le urla, e sento il ruggito degli arieti che colpiscono le porte.

Di’ a tuo marito che le porte sono forti e resisteranno agli arieti.

Digli anche che i nemici che scalano le mura verranno trafitti dalle lance. Ora torna a casa e fai attenzione, veloce.

Banzar si fece da parte per liberare il passaggio ai rinforzi armati.

Una bambina

Mentre passavano, con gli scudi di bronzo che risuonavano, una bambina lo tirò per la cintura.

Per favore, soldato, dimmi, siamo al sicuro? lo implorò. Sento dei rumori terribili. Vedo soldati pieni di sangue. Sono spaventata. Cosa accadrà alla mia famiglia, a mia madre, al mio fratellino e al bambino?

Il vecchio, truce guerriero sbatté le palpebre e sporse il mento in avanti mentre guardava la bambina.

Non avere paura, piccola la rassicurò. Le mura di Babilonia proteggeranno te, tua madre, il tuo fratellino e il bambino. La buona regina Semiramide costruì queste mura più di cento anni fa proprio a questo scopo: tenere al sicuro voi e le vostre famiglie. Nessuno le ha mai sfondate. Torna dalla tua famiglia e di’ a tua madre, al tuo fratellino e al bambino che le mura di Babilonia vi proteggeranno e che non dovete avere paura.

Una folla insistente

Giorno dopo giorno, il vecchio Banzar rimaneva di guardia e osservava i rinforzi che sfilavano nel passaggio: avrebbero combattuto fino a quando i rinforzi precedenti, feriti o morti, non avessero lasciato la cima delle mura. Intorno a lui si accalcava una folla insistente di cittadini terrorizzati, impazienti di sapere se le mura avrebbero retto.

A tutti rispondeva con la fine dignità di un vecchio soldato: Le mura di Babilonia vi proteggeranno.

La fine

L’attacco continuò con violenza ininterrotta per tre settimane e cinque giorni. Il volto di Banzar divenne più duro e cupo mentre il passaggio alle sue spalle, bagnato dal sangue dei tanti feriti, si riempiva del fango portato da flussi infiniti di uomini che salivano le scale marciando e le discendevano barcollando. Ogni giorno i cadaveri dei nemici massacrati venivano impilati di fronte al muro. Ogni notte i loro compagni li portavano via e li seppellivano. La quinta notte della quarta settimana, finalmente, il caos ebbe fine. Le prime luci del giorno, illuminando le pianure, rivelarono gli eserciti che si ritiravano con grandi nubi di polvere.

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I protettori della città levarono un grido roboante. Non c’erano dubbi sul suo significato. Al grido fecero eco le truppe in attesa dietro le mura. Gli fecero eco i cittadini per le strade. Quel grido si abbatté sulla città con la violenza di un temporale.

Le persone si precipitavano fuori di casa. Le strade erano intasate da una folla elettrizzata. La paura di settimane trovava sfogo in selvaggi cori di gioia. Sulla cima dell’alta torre del Tempio di Bel bruciavano le fiamme della vittoria. Una colonna di fumo blu spirava nel cielo per diffondere il messaggio di vittoria a vicini e lontani.

Un desiderio innato

Le mura di Babilonia avevano respinto ancora una volta un nemico potente e feroce, che voleva saccheggiare i suoi ricchi tesori e rapire e schiavizzare i suoi cittadini. Secolo dopo secolo, Babilonia aveva resistito perché era completamente protetta. Non poteva permettersi il contrario. Le mura di Babilonia erano un esempio eccezionale del bisogno e del desiderio di protezione dell’essere umano. Si tratta di un desiderio innato nella razza umana. Un desiderio che continua a essere forte come in passato, a cui abbiamo trovato soluzioni più grandi e migliori.

Al giorno d’oggi, possiamo ripararci dietro alle mura inespugnabili delle assicurazioni, dei conti per i risparmi e degli investimenti affidabili e, così facendo, siamo in grado di proteggerci da tutte le tragedie inaspettate che possono raggiungerci in ogni momento e sedersi a tavola con noi.

Non possiamo permetterci di vivere senza una protezione adeguata.

Questo articolo richiama contenuti da L’uomo più ricco di Babilonia.

Immagine di apertura originale di ahmed nasser su Unsplash.

L'autore

  • George Samuel Clason
    George Samuel Clason è stato un militare, un uomo d'affari e uno scrittore. Vissuto nella prima metà del XX secolo, è diventato noto per aver scritto una serie di parabole su come essere parsimoniosi e raggiungere il successo finanziario. Distribuite come opuscoli da banche e assicurazioni, le più celebri sono state raccolte nel libro L'uomo più ricco di Babilonia, pubblicato per la prima volta nel 1926 e diventato un best seller nella letteratura dedicata al self help finanziario.

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