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La legge di Moore appartiene al passato

24 Ottobre 2001

La legge di Moore appartiene al passato

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Grazie alle nuove tecnologie di integrazione su chip, le prestazioni computazionali dei processori di nuova generazione subiranno un'improvvisa impennata. La famosa legge di Moore, quindi, non sarà più capace di fare previsioni sulla velocità dei processori del futuro

Il futuro dei microprocessori per computer è molto vario, ma, comunque, sarà caratterizzato dalla presenza di prodotti ad altissime prestazioni. Allo stato attuale, con le moderne tecnologie si è arrivati ad un punto morto e non sarà possibile spingersi oltre la soglia dei 3 GHZ. L’impiego di tecnologie di fabbricazione più moderne consentirà di incrementare non linearmente la velocità dei processori. Intel, fin dai tempi della mitica legge di Moore, ha sempre dettato legge e, probabilmente, lo farà anche durante i prossimi anni.

Il salto generazionale porterà ad un’ottimizzazione del consumo di energia dei chip e lo sviluppo di nuove tecniche parallele di progettazione dei processori. Grazie alla tecnologia Hyper-Threading, sarà possibile gestire i dati come se fossero presenti due processori perché l’architettura basata a livello di thread consentirà di portare avanti contemporaneamente più attività. Inoltre, sono previsti dei processori dotati di più unità fisiche nello stesso chip. I prossimi Xeon per server saranno i primi prodotti commerciali multi-core e multi-threaded.

Il settore Mobile beneficerà particolarmente dell’evoluzione dei chip per computer. I prossimi processori Pentium 4 per PC portatili saranno dotati della nuova versione della tecnologia SpeedStep. Grazie ad alcuni circuiti sviluppati ad hoc, sarà possibile inibire le sezioni del processore che non vengono utilizzate per risparmiare energia. Inoltre, i nuovi processi di produzione consentiranno di integrare in pochissimo spazio una grande quantità di transistor, mantenendo basse le temperature di esercizio.

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