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La Francia ha compreso la lezione italiana

22 Luglio 2013

La Francia ha compreso la lezione italiana

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Qualche volta è l'Italia che ha da insegnare agli altri Paesi, stavolta con un esempio di disposizione seguito anche oltre le Alpi.

La notizia in quanto tale è già circolata da un po’ di tempo, ma non possiamo fare a meno di scrivere qualche commento; d’altronde, per una volta che l’Italia fa da modello per altre legislazioni, è giusto sottolinearlo.

Ricordo infatti che, quando qualche mese fa su queste pagine parlammo delle riforme all’articolo 68 del Codice dell’Amministrazione Digitale sull’open source come scelta prioritaria nella pubblica amministrazione, i forum internazionali replicarono la notizia; tra questi anche alcuni d’Oltralpe, dove gli attivisti del software libero stavano spingendo da tempo in quella direzione.

Alla fine siamo arrivati prima noi, anche se di poco; e forse siamo stati più coraggiosi, dato che la riforma francese per ora riguarda solo il mondo della scuola pubblica. Lo scorso 9 luglio infatti il legislatore francese ha formalizzato il principio che stabilisce una priorità per le soluzioni open per tutto il sistema dell’istruzione e della ricerca pubblica. L’attuale testo dell’articolo 123-4-1 della legge francese sull’istruzione superiore e la ricerca ora recita:

Il servizio pubblico di istruzione superiore mette a disposizione dei propri utilizzatori servizi e risorse pedagogiche in formato digitale. I software liberi vengono utilizzati con priorità.

Si tratta di un traguardo forse parziale ma comunque importante, visto che il tema è sul tavolo del dibattito politico francese da molti anni; la prima proposta di legge in tal senso risale addirittura al 2000.

A dare a gran voce la notizia alla community dei fan e sostenitori delle tecnologie aperte è stata l’associazione April – Promuovoir et défendre le logiciel libre, che si è adoperata in prima linea, svolgendo un costante lavoro di informazione e sensibilizzazione presso i cittadini, ma anche promuovendo azioni più concrete di lobbying (come ad esempio una vera e propria call for action raccolta da migliaia di francesi).

Il testo di questo articolo è sotto licenza Creative Commons Attribuzione – Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

L'autore

  • Simone Aliprandi
    Simone Aliprandi ha un dottorato di ricerca in Società dell’Informazione ed è un avvocato che si occupa di consulenza, ricerca e formazione nel campo del diritto d’autore e più in generale del diritto dell’ICT. È responsabile del progetto copyleft-italia.it, è membro del network Array e collabora come docente con alcuni istituti universitari; ha pubblicato articoli e libri sul mondo delle tecnologie open e della cultura libera, rilasciando tutte le sue opere con licenze di tipo copyleft.

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