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La Francia copierà l’impianto organizzativo e informatico della Procura antimafia

26 Maggio 2003

La Francia copierà l’impianto organizzativo e informatico della Procura antimafia

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Proprio nei giorni in cui si ricorda la morte di Giovanni Falcone per mano delle Mafia siciliana e la nomina di un avvocato dei mafiosi nella Commissione anti-mafia, dalla Francia arriva una notizia che non può non far piacere, soprattutto a chi si è impegnato nella lotta alle organizzazioni criminali nel nostro paese.

Il ministro delle Giustizia francese, Dominique Perben a capo di un vasto progetto di riforma penale contro la criminalità organizzata in discussione all’Assemblea nazionale, ha annunciato che sta studiando il sistema informatico realizzato in Italia per la lotta contro la Mafia.

“Stiamo riflettendo seriamente per realizzare un tale sistema in Francia”, ha dichiarato il ministro durante una riunione con il sostituto antimafia italiano, Carlo Visconti in Francia per presentare lo strumento informatico che ha centralizzato tutte le informazioni raccolte dalla giustizia italiana nei casi di grande criminalità.

Nel nostro paese ci sono 26 procure regionali specializzate nella lotta antimafia che funzionano sotto la regia di una procura nazionale, e tutte collegate tra di loro attraverso lo stesso sistema informatico che raccoglie 600 mila nomi e 106 mila atti giudiziari.

La nascita di questo sistema informatico si deve all’eredità di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino assassinati dalla Mafia nel 1992, in Sicilia.
“Ci siamo resi conto – ha spiegato Visconti ai francesi – che non potevamo solo rifarci alla memoria dei magistrati per conservare ricordi delle inchieste”.

Così, il ministro francese vorrebbe specializzare cinque o sei giurisdizioni alla lotta contro la criminalità organizzata (assassini, terrorismo, traffico di droga, di armi, ecc.).
“Oggi – ha commentato il ministro francese – con 181 procure generaliste non potremmo mettere in piedi un tale strumento. Domani sarà possibile”.

Un orgoglio in più per l’Italia, malgrado quello che va dicendo una parte della classe politica italiana sui giudici e sulla magistratura.

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