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La dieta al telefono

09 Agosto 2007

La dieta al telefono

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Fotografare col cellulare quello che mangiamo e inviare la foto a degli esperti: ecco come il telefonino viene in soccorso del nostro peso.

Perdere peso fa bene, lo sappiamo. Fa bene a chi è soprappeso, portando una serie di vantaggi importanti per la salute e lo stato di benessere. Fa benissimo (al portafoglio) a tutti quelli che lavorano nell’immenso mercato delle diete e dei supporti a questa titanica lotta dell’umanità contro il chiletto in eccesso (alla faccia dei milioni di persone che muoiono di fame). Era dunque probabilmente inevitabile che la strada della dieta si incrociasse con quella del telefono cellulare – un apparato ormai avviato verso una diffusione universale (tanto che forse un giorno sostituirà carta di credito, documenti di identità, patente di guida e sarà obbligatorio per legge).

Un apparato che, per ragioni di mercato, ha abbandonato da tempo la pretesa di essere un oggetto che serve per parlare e che assume sempre più la dimensione di uno strumento tascabile che fa mille funzioni, organizza la nostra vita, sostituisce perfino il computer in certe occasioni (almeno per quei pazzi come me che lo usano per scriverci gli articoli in metropolitana). Uno strumento che, come abbiamo visto in passato, apre nuove possibilità alla nostra vita, permettendoci di scoprire se l’interlocutore ci ama o meno, facendo crescere il seno con la suoneria apposita, permettendoci l’acchiappo col Blutooth e così via.

Per portare la dieta sul cellulare, la soluzione immediata e più banale è stata quella di sviluppare applicazioni Java in grado di “girare” sul cellulare: prodotti come il Diet Master, capace di catalogare più di un migliaio di alimenti (americani; la burrata o la pastiera scommetto che non li ha indicizzati) e più di 7.000 valori nutrizionali, calorie, percentuali di grassi eccetera. Insomma, un database sempre disponibile sul cellulare per poter effettuare scelte informate prima di aggredire un qualsiasi tipo di cibo. E decidere quindi a mente fredda se fare i bravi ragazzi o se trasgredire e poi cullarsi in un fantastico senso di colpa.

Sostanzialmente, quindi, sostituendo analoghi prodotti in forma cartacea che già da anni erano disponibili sul mercato. Molto più ricco e complesso il sistema sviluppato dal colosso del settore Weight Watcher. Grazie a Weight Watchers On-the-Go (in realtà un applicazione per Pda che si sincronizza con un sito web personalizzato, e che quindi trova una sua comoda applicazione sugli smartphone), il cliente potrà proseguire il suo programma alimentare anche in modalità mobile.

L’evoluzione è andata però nel senso di sofisticare il prodotto, passando da un prodotto a un servizio. Così in Giappone si è pensato bene di approfittare dell’ubiquità dell’apparato fotografico dentro i moderni cellulari per trasformare il telefonino in uno strumento di autodelazione. Si tratta dunque di scattare una foto mobile al proprio cibo e inviarla dal cellulare a un team di esperti che analizzeranno la foto e emetteranno, nel giro di tre giorni il proprio verdetto, quando il danno è già fatto. Il servizio non è dunque uno strumento per decidere in tempo reale che cosa mangiare e che cosa no – piuttosto uno strumento di educazione alimentare che va a sostituire i diari personali che molti dietologi affibbiavano ai propri pazienti in un Giappone che nonostante una dieta tradizionale sanissima, vede crescere a ritmi non banali la stazza dei suoi abitanti.

Viene naturale ammirare le capacità dei dietologi telefonici in termini di abilità nel riconoscere da una foto di piccole dimensioni la tipologia del cibo. Mi resta inevitabile pensare a una mia ex fidanzata, abilissima nel preparare piatti che somigliavano a qualsiasi cosa tranne che a sé stessi (memorabile un soufflè di spinaci che scambiai drammaticamente per una mousse al cioccolato – e poi ci si stupisce che gli uomini prendano la cucina come hobby). La domanda (oziosa) è se la capacità di riconoscimento dei dottori giapponesi sia una qualità innata, sia frutto di un apposito addestramento marziale o sia aiutata da software intelligenti di riconoscimento gastronometrico.

Il servizio è disponibile su base sperimentale nella prefettura di Osaka ed è al momento mirato su pazienti con patologie serie, come problemi cardiaci, diabete e obesità. Un servizio comparabile è offerto negli Stati Uniti da Myfoodphone, che permette agli utenti di costruirsi un proprio diario di bordo alimentare, come un blog, con foto e tutto… e di ricevere, sulla base dei propri post, consigli da esperti e soprattutto supporto e incoraggiamento da parte degli altri utenti, nel più classico modello dei gruppi di autoaiuto.

Quanto a me, quando la bilancia mi sgrida e voglio perdere peso, lo ammetto, uso anch’io il cellulare. Chiamo la mia ex e ci mettiamo a parlare di cucina. Della sua cucina. E per un paio di settimane, mi passa l’appetito.

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