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La copia e la pirata

26 Giugno 2015

La copia e la pirata

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Pronto per andare in votazione il rapporto Reda; se avremo un nuovo copyright europeo, sarà anche merito del Partito Pirata.

Ancora pochi giorni e l’Unione Europea potrebbe finalmente compiere un importante passo verso l’innovazione del sistema di copyright che, dobbiamo ricordarlo, è fermo sostanzialmente alla direttiva del 2001.

Come abbiamo già raccontato qualche mese fa, l’occasione è ghiotta perché finalmente la redazione delle linee guida che serviranno poi per la redazione della direttiva è stata affidata ad una persona che non rappresenta interessi economici specifici e che addirittura proviene da una formazione politica nuova chiamata non a caso Partito Pirata: la giovane deputata europea Julia Reda.

Il prossimo 9 luglio il Parlamento Europeo dovrà dunque esprimersi sul cosiddetto rapporto Reda, che nei giorni scorsi ha incassato l’approvazione della Commissione Giustizia con 23 voti contro soli 2 voti contrari.

Certo, com’era prevedibile le resistenze non sono state poche e si sono appalesate sotto forma di 550 emendamenti. Ad ogni modo, secondo la stessa Reda (come emerge dal sito italiano del Partito Pirata), l’attuale bozza ha comunque uno spirito progressista.

Dopo decenni in cui la priorità è stata l’introduzione di nuove restrizioni per proteggere gli interessi materiali dei titolari dei diritti, questa è la risposta più forte alla domanda di riconsiderazione dei diritti del pubblico di utenti, delle istituzioni culturali, scienziati e autori. Ma abbiamo subito battute d’arresto su alcuni argomenti come le citazioni audiovisive e la libertà di panorama. Bisognerà quindi continuare a combattere su questi temi prima del voto finale.

La libertà di panorama è in effetti un tema molto dibattuto che crea spesso scandalo nei profani della materia. Si tratta di una sorta di divieto di riprodurre fotograficamente opere creative esposte su suolo pubblico (come edifici, monumenti, installazioni, murales e affreschi) che comunque non sono ancora cadute in pubblico dominio e quindi risultano ancora tutelate. Ne consegue che non è sempre chiaro quando una fotografia panoramica che le comprenda in maniera ben riconoscibile vada a toccare realmente dei diritti esclusivi.

Unica soluzione è stabilire chiari principi all’interno delle leggi sulla proprietà intellettuale. Purtroppo però su questo tema le normative dei vari stati membri dell’UE non sono ben armonizzate e questi principi sono presenti solo in alcune di esse (come dimostra efficacemente l’infografica presente su Wikipedia); e l’Italia non è tra gli esempi virtuosi a causa di contorte norme per la tutela dei beni culturali.

Reda ci aveva pensato, ma appunto alcuni oppositori si stanno adoperando per espungere il tema dalla bozza definitiva. Non disperiamo: ci sono ancora alcuni preziosi giorni per aggiustare il tiro e volendo possiamo far sentire la nostra voce firmando una apposita petizione.

Il testo di questo articolo è sotto licenza Creative Commons Attribution – Share Alike 4.0.

L'autore

  • Simone Aliprandi
    Simone Aliprandi ha un dottorato di ricerca in Società dell’Informazione ed è un avvocato che si occupa di consulenza, ricerca e formazione nel campo del diritto d’autore e più in generale del diritto dell’ICT. È responsabile del progetto copyleft-italia.it, è membro del network Array e collabora come docente con alcuni istituti universitari; ha pubblicato articoli e libri sul mondo delle tecnologie open e della cultura libera, rilasciando tutte le sue opere con licenze di tipo copyleft.

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