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La community dei naviganti (quelli veri)

04 Luglio 2008

La community dei naviganti (quelli veri)

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Blumapia è una buona idea per chi va in barca e vuole godere della saggezza collettiva della comunità dei suoi pari. Mappe, porti, avvisi, scoperte, collaborazione e comunicazione in tempo reale: non c'è bollettino ufficiale che regga il confronto

Prendere una parte di Google Maps. Una parte di Social e una di User Generated. Mescolare (non agitare) e che cosa si ottiene? Si ottiene Blumapia, un nuovo approccio all’arte e alla passione di andare per mare, ed è un’idea tutta italiana. Fattore questo che, insieme all’essere velista, mi ha portato a guardare con interesse all’oggetto, a provarlo e a raccontarvelo. Nella sua forma beta, ora disponibile, i servizi sono abbastanza essenziali, ma interessanti. Sinteticamente: il cuore dell’applicazione è Google Maps, su cui i membri della community possono porre annotazioni testuali, foto, video. Nulla di terribilmente innovativo, robe già viste, dal punto di vista tecnico: ma prese nel contesto del navigatore (di mare, non di Rete), il tutto prende un significato e un valore del tutto diverso e più potente.

Se in altri ambiti posizionare oggetti e commenti su una mappa è un gioco o attiene alle aree della curiosità, di esibizione del proprio ego, per uno che naviga il problema più grosso è generalmente quello di dove buttare l’ancora o dove attraccare in porto al calare della sera. Mappe e portolani danno una grossa mano, ma sono limitatamente aggiornati, sono “ufficiali”, danno le informazioni tecniche ma non sempre quelle di colore locale, ovvero quelle che trasformano un viaggio in una vacanza, una navigazione in una esperienza. Aprendo le porte alla community, si attinge all’esperienza diretta delle persone che in quel posto hanno gettato l’ancora… magari scappando a metà della notte per via della risacca. O che hanno trovato una baietta incantevole solo per le piccole barche, o il ristorante romantico… o tutte quelle cose che sono il cuore di qualsiasi applicazione di turismo 2.0, di trip sharing.

Integrando poi a tendere la messaggeria istantanea (ehi, ciao, sono quella barca che ti sta dando la pasta da sottovento), le informazioni meteo, i consigli per gli acquisti (la pubblicità, in forma embrionale, già è giustamente presente). Preso dall’entusiasmo, confesso che sto riversando lì ricordi, foto e suggerimenti, dritte derivanti dalle esperienze belle o brutte che ho avuto in quella coordinata Gps, in quella cala, in quel villaggio o in quell’orrendo porto industriale.

Se ad oggi applicazione è disponibile su web, a breve arriverà la versione mobile, comoda per quei molti che non si portano il Pc in barca ma il cellulare (pardon, l’iPhone) sì. E che potranno quindi accedere in modalità mobile a mappe, indicazioni, foto e filmati; collaborare, avvertire tutti gli altri membri della community che quel certo porto adesso è pieno, ma che si trova posto nella baietta poco più in là se ci si sbriga. E vedere in diretta quali altri membri della community sono in giro, magari scoprire che sono connessi proprio quelli della barca di fianco, o che a pochi metri è ormeggiata una barca di tipi simpatici. Leggere il blog di una barca che fa il nostro stesso itinerario, per seguirne i passi felici ed evitare i problemi in cui è incappata. E proprio su mobile credo che si vedrà l’abilità dello sviluppatore, perchè una mappa affollata di punti e commenti, su un piccolo schermo, rischia di essere un incubo in termini di usabilità.

Buemapia (che collauderò sul campo quest’estate, tariffe di connessione cellulari internazionali permettendo) mi sembra aprire la porta a quella che è una massificazione di un concetto finora un po’ di nicchia. Il concetto dell’aggregare una comunità interessata al territorio e georeferenziarla. Integrarla. Connetterla mobilmente, come ad esempio recentemente riportato da Repubblica. Dai camperisti ai pescatori, dai birdwatcher agli escursionisti, una mappa collaborativa attende tutti. Ma non i cacciatori di funghi. Quelli, si sa, tengono il segreto del posto dei porcini anche a costo della vita.

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