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La Classifica dei prodotti pubblicizzati nello Spam e i paesi che lo distribuiscono

13 Luglio 2004

La Classifica dei prodotti pubblicizzati nello Spam e i paesi che lo distribuiscono

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Una statistica di un'azienda californiana specializzata in filtri anti-spam, visualizza ciò che ogni buon internauta vive sulla propria pelle ogni giorno se non filtra la sua posta: i messaggi Spam più frequenti pubblicizzano medicinali, servizi di credito e miracolosi ritrovati per l'allungamento dell'attributo maschile

L’analisi è stata compiuta da Commtouch su centinaia di migliaia di messaggi nei primi sei mesi di quest’anno e tocca vari aspetti dello Spam.

Innanzitutto il peso percentuale per tipologia: 30% medicinali (di questo il 14% riguarda il solo Viagra); 10% servizi finanziari; 7% ritrovi per allungare il pene e 6% la vendita di software. Cose che gli internauti sanno già, vivendolo giornalmente ogni volta che aprono la posta elettronica.

Più interessante, invece, lo studio sulla provenienza dello Spam. Ecco i “paesi canaglia” per usare una definizione alla Bush, sui 167 che distribuiscono messaggi indesiderati: in testa gli Stati Uniti che distribuiscono porcherie per il 55,7% del totale, seguiti dalla Corea del Sud con il 10,2%, la Cina (6,6%) e il Brasile (3,35%). Al nono e decimo posto, Francia e Gran Bretagna tengono alto il “buon nome” dell’Europa.

Ma dove dirigono i messaggi spazzatura? Anche qui Commtouch compila una classifica: al primo posto dei paesi che ospitano le pagine Web riguardante i prodotti pubblicizzati, la Cina con il 74%, poi la Corea del Sud con il 10,9%, gli Stati Uniti con il 9,5% e la Russia con il 3,5%. Unico paese europeo, l’Olanda all’ottavo posto con solo lo 0,06%.
Dunque, cinque paesi ospitano il 99% dei siti di spammer.

Sul piano delle considerazioni, l’azienda californiana è sconsolante: le leggi anti Spam non hanno sortito pressoché effetto, visto che circa il 90 % dei messaggi non segue le norme previste (fornire un indirizzo di posta valido, un modo per cancellarsi dall’elenco degli invii, un indirizzo postale dell’azienda e specificare nel soggetto della e-mail che si tratta di pubblicità).

Ma c’è anche chi non si lamenta e ricorda quando lo Spam era cartaceo: “Tempo perso a cancellare i messaggi indesiderati – e i pacchi di corrispondenza indesiderata cartacea che ricevevamo fino a 8-10 anni fa? – scrive Umberto alla nostra rubrica – Oggi non ricevo più nulla per posta, quindi mi pare un sogno cancellare un po’ di messaggi Spam, anche perché dopo un po’ si riconoscono subito. Quando la gente si lamenta dovrebbe ricordare “come eravamo”;-)”.

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