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La Cina inasprisce la censura su Internet

25 Luglio 2001

La Cina inasprisce la censura su Internet

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Nonostante la legislazione vigente sia tra le più restrittive al mondo per quanto riguarda i nuovi mezzi di comunicazione, il governo, su indicazione del Presidente ha deciso di aumentare i controlli sui siti Internet

Il Presidente cinese Jiang Zemin, nel corso di in recente seminario del Partito comunista cinese, ha annunciato che è necessario “rafforzare” la legislazione sull’informazione e su Internet, dal momento che, se è vero che la diffusione delle nuove tecnologie ha contribuito allo sviluppo economico del paese, è altrettanto vero che l’utilizzo di Internet ha creato molti nuovi problemi, dovuti alla sempre maggiore disponibilità di “informazioni negative” (violenza, pornografia, ecc.) che costituiscono una vera e propria forma di “attentato alla salute mentale della popolazione e della gioventù”.

Anche prima delle dichiarazioni del Presidente, il governo cinese aveva deciso di intervenire pesantemente e di emanare una serie di disposizioni, in base alle quali era fatto divieto ai siti cinesi di diffondere informazioni che non fossero già state pubblicate dalla stampa ufficiale, mentre gli operatori dei siti erano ritenuti responsabili di tutte le possibili infrazioni commesse.

Molti di questi divieti venivano, però, aggirati attraverso qualche espediente tecnico, cosicché gli internauti cinesi riuscivano comunque a reperire le informazioni nascoste, come, per esempio, i “documenti di Tiananmen”, usciti dagli Stati Uniti all’inizio dell’anno e relativi alla repressione del movimento democratico del 1989.

Tuttavia, nonostante le proteste delle associazioni di tutto il mondo per la tutela dei diritti dell’uomo, il governo cinese ha deciso di dar corso a un nuovo intervento legislativo che consentirà di accentuare le forme di controllo sul Web.

Circa 68.000 Internet café sono già stati controllati: le sanzioni per presunte infrazioni sono state 14.000 e, precisamente, 2.337 Internet cafè sono stati chiusi definitivamente, 2.494 sono stati chiusi temporaneamente e 9.579 dovranno subire vere e proprie trasformazioni.

Su migliaia di computers sono stati installati programmi di sorveglianza e molti “cyberdissidenti” sono stati arrestati.
Per quanto controllati e censurati, soltanto i forum di discussione, in alcuni casi, continuano a essere un luogo di confronto e di critica.

L'autore

  • Annarita Gili
    Annarita Gili è avvocato civilista. Dal 1995 si dedica allo studio e all’attività professionale relativamente a tutti i settori del Diritto Civile, tra cui il Diritto dell’Informatica, di Internet e delle Nuove tecnologie.

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