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La Casa Bianca licenzia il testo finale del piano per la sicurezza del cyberspazio

18 Febbraio 2003

La Casa Bianca licenzia il testo finale del piano per la sicurezza del cyberspazio

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Se ne è parlato molto negli ultimi mesi, moltissimo nelle ultime due settimane e alla fine è arrivato nella sua stesura definitiva. La Casa Bianca ha licenziato il testo finale del piano per la sicurezza del cyberspazio.

Chi pensa sia un programma di sicurezza legato al solo “spazio” virtuale americano si sbaglia di grosso. Il programma, a termine, verrà esportato in tutto il mondo grazie all’intervento del governo degli Stati Uniti e delle aziende americane del settore, che avranno il compito di convincere e aiutare gli altri Stati a implementare questo programma all’interno dei loro sistemi e infrastrutture.

Tornando agli Stati Uniti, dunque, un grosso ruolo del governo per garantire sicurezza, non lasciata solo più alle buone intenzioni del settore privato. Anzi, questo dovrà collaborare con le agenzie governative per scoprire quali possono essere i punti deboli e quali contromisure prendere, per prevenire possibili attacchi da “altri governi o terroristi”.

“L’impegno pubblico e privato è un elemento chiave della nostra strategia per assicurare sicurezza su Internet”, è scritto sul documento di 76 pagine che si può scaricare dal sito, in formato pdf.

La “National strategy to Secure Cyberspace”, sottolinea anche la necessità di proteggere le reti informatiche che assicurano funzioni vitali, come la fornitura di elettricità, le reti di trasporti, i servizi bancari, le reti di telecomunicazione, la sanità pubblica, i servizi di soccorso immediato, le reti idriche e le industrie chimiche, della difesa, alimentari e dell’agricoltura.

Queste ultime sono oggetto di un piano a parte, chiamato “The National strategy for The Physical Protection of Critical Infrastructures and Key Assets”, anche questo disponibile sul sito della Casa Bianca in formato pdf.

In questo modo, l’amministrazione Bush si riserva un controllo su ogni aspetto vitale del paese e si prepara, complice la sicurezza del cyberspazio, a controllare tutto l’Internet del mondo.

Adesso, toccherà all’Europa decidere se difendere il proprio spazio virtuale dai “controlli” dell’unica superpotenza rimasta, in un ambito dove i confini non esistono ed è facile superarli.

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