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Kimble (Kim Schmitz) in prigione in Germania per truffa

25 Gennaio 2002

Kimble (Kim Schmitz) in prigione in Germania per truffa

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Kim Schmitz, meglio conosciuto come “Dr Kimble” è stato estradato in Germania e, qui, imprigionato.
Solo un anno prima, la stampa lo proclamava “prodigio della new economy” e lui attirava milioni e modelle ed esibiva yacht.

I poliziotti tedeschi lo hanno accolto al suo arrivo all’aeroporto di Monaco.
Ventotto anni, 150 chili era stato arrestato la settimana scorsa dalla polizia tailandese in un hotel a 5 stelle di Bangkok, dopo essere sfuggito a un mandato d’arresto del procuratore di Monaco, Manfred Wick.

Ex pirata informatico promosso a “salvatore delle start-up” e re dell’autopromozione, Kim Schmitz è sospettato di aver incassato più di 1,1 milioni di euro vendendo le azioni della società in difficoltà, LetsBuyIt.com.

Come riporta una nota della France Presse, Dr Kimble era un habitué dei giornali tedeschi, anche dell’edizione del Financial Times. Veniva definito con gli appellativi più elogiativi come “Super-Cervello” o “benefattore di Dotcom”, fino alla celebrazione sul Bild, il popolare quotidiano tedesco, dove si parlava di un “racconto hi-tech alla tedesca”.

La sua storia è costellata da prigione e fallimenti.
Hacker autodidatta dall’età di 16 anni, si è vantato di essere penetrato nei sistemi della NASA, del pentagono e della Citybank, fino alla condanna di due anni di prigione per pirateria informatica.
Nel 1996, decide di mettere a frutto la sua esperienza e fonda una sua società di sicurezza informatica, Dataprotect, oggi in fallimento.

Da allora non smette di apparire. In viaggio sul jet privato, in yacht e in elicottero, si esibiva davanti ai fotografi a Monaco o ai Caraibi a fianco di belle ragazze.
Ai suoi amici prometteva che sarebbe diventato, entro dieci anni, “uno tra i più ricchi del pianeta”.

Una vita breve, intensa, con parecchi debiti lasciati in giro.
Giornali tedeschi scrivono che tra i suoi creditori vanta anche il re della prostituzione di Monaco a cui deve circa 350 mila euro e che tre russi hanno suonato, una sera di dicembre, alla sua porta e tentato di confiscargli la sua preziosa Mercedes 500 come indennizzo per un prestito mai rimborsato.

Adesso sul suo sito campeggia una corona.
“Il vero Kim Schmitz non c’è più. È ormai conosciuto come Sua Reale Maestà Kimble I, capo del Kimpire”. Un imperatore di un mondo che non c’è, come i suoi soldi e la sua passata fama.

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