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iPhone: il cellulare di Apple ancora nel mistero

20 Dicembre 2002

iPhone: il cellulare di Apple ancora nel mistero

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Apple ha depositato il marchio "iPhone" in Europa e in Australia. Le voci di un ingresso della casa di Cupertino nel mercato della telefonia mobile si fanno sempre più consistenti, anche se il mistero sul nuovo prodotto rimane fitto.

Dopo l’Australia e la Gran Bretagna, Apple ha depositato il marchio iPhone anche nei Paesi della Comunità europea. L’Ufficio per l’armonizzazione del mercato interno, che ha per missione la registrazione dei marchi comunitari, ha registrato la nuova denominazione “iPhone” nell’ottobre scorso. L’operazione garantisce al titolare una tutela valida in tutti gli stati membri dell’Unione europea.

Il marchio iPhone è stato registrato in tre categorie: quella computer e software, quella delle comunicazioni tra computer e, infine, quella dei servizi informatici. Benché nessun marchio simile sembri essere stato depositato negli Stati Uniti, va segnalato che Apple dispone, da alcuni anni, del dominio Internet iPhone.org.

Cosa si nasconde dietro questa denominazione? Lo scorso mese di agosto, l’autorevole “New York Times” si era fatto portavoce dell’eventuale commercializzazione di un telefono cellulare Apple battezzato iPhone. Da allora le voci si sono accavallate, a volte in modo caotico. secondo alcune, non si tratterebbe di un telefonino, ma di un software di comunicazione via Internet o di un’applicazione di videoconferenza.

Tuttavia, gli indizi portano anche nella direzione di una soluzione di telefonia ibrida e la collaborazione con il produttore Pixo, una società in grado di fornire tecnologie di telecomunicazioni, avvalora l’ipotesi di una nuova periferica digitale. Pixo, per inciso, ha già concepito il software di iPod, il lettore MP3 con hard-disk di Apple, che sta riscontrando un enorme successo a livello mondiale.

Nella stessa direzione portano gli sforzi che Apple sta facendo per sviluppare iSync, il software del quale si attende la versione definitiva e che facilita l’interconnessione del Mac con unità periferiche mobili. Quanto alle dimostrazioni di comunicazione tra un Mac e un telefono portatile Sony-Ericsson, realizzate in diretta da Steve Jobs in occasione dei suoi ultimi due interventi pubblici, non fanno che rafforzare i sospetti.

Jobs, benché avaro di commenti sull’argomento, ha comunque affermato, nel corso di un’intervista rilasciata lo scorso mese di agosto, di ritenere che le funzioni dei computer palmari dovranno inevitabilmente fondersi con quelle dei telefoni cellulari. E Mac OS X, infatti, è infarcito di tecnologie in grado di trasformare un Macintosh in un vero e proprio centro di comunicazione: la messa in rete automatizzata tramite l’applicazione RandezVous; la rubrica, in grado di effettuare e ricevere chiamate telefoniche; l’agenda elettronica consultabile da qualsiasi punto del pianeta; iChat, del quale si dice nasconda funzionalità di videoconferenza.

E non è tutto: nel gennaio del 2001, Apple, Ericsson e Sun hanno firmato una partnership per lo sviluppo di nuove applicazioni basate su QuickTime. Apple non ha mai precisato quali siano realmente gli obiettivi, ma dopo la recente convalida dello standard MPEG-4 si aprono nuove, interessanti prospettive. Da qui a immaginare un terminale di comunicazione evoluto, il passo è breve. L’attesa, ora, si concentra sul MacWorld di San Francisco http://www.macworldexpo.com/macworld2003/V33/index.cvn, che si terrà tra il 6 e il 10 gennaio 2003. Potrebbe essere questa l’occasione buona per togliere, finalmente, il velo di mistero che ancora avvolge iPhone.

(L’immagine riportata in questo articolo non si riferisce a un prodotto reale, ma è un’ipotesi di fantasia)

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