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Internet Summit 1998

30 Luglio 1998

Internet Summit 1998

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A spasso per l'annuale Internet summit organizzato da ISOC a Ginevra tra il 21 e il 24 luglio '98. Curiosando fra i lavori in corso per capire dove sta andando la Rete, chi sono o saranno i nuovi protagonisti, quali i possibili nuovi business. E per scoprire che fra un po' Internet atterrerà su Marte.

E voi potrete dire: “Io c’ero”.

Questa è stata la molla che mi ha spinto a salire su un’automobile ridotta a una serra tropicale, a imboccare il tunnel del Monte Bianco e raggiungere la danarosa e sonnolenta Ginevra.
Dopo anni passati a girovagare per il mondo, l’ottava edizione dell’Internet summit, l’evento organizzato ogni anno da Internet Society per fare il punto sullo stato dell’arte di Internet, ha fatto tappa in Svizzera, e l’occasione era troppo ghiotta per rischiare di lasciarsela scappare. ISOC ha voluto, al solito, fare le cose in grande occupando con il suo summit il gigantesco, e un po’ freddino, Palazzo delle Esposizioni di Ginevra: un micidiale parallelepipedo nero di cemento armato e lamiera situato a due passi dall’aeroporto ginevrino. All’interno, protetti dalla calura da una confortevole aria condizionata, si sono trovati più di 1500 partecipanti di tutto il mondo a raccontarsi delle ultime tendenze della Rete.

Aria da globalizzazione totale

L’aria che si respirava era di pura globalizzazione totale, con la presenza di moltissimi ospiti provenienti dai paesi in via di sviluppo, dall’Asia e ovviamente da America ed Europa, non per niente ci trovavamo nella città sede di dozzine di organizzazioni internazionali: dalle grandi strutture dell’Onu, alla Croce Rossa. Le presenze al meeting erano colorite e di tutti i tipi. Si andava dal fricchettone in ciabatte, capello arruffato e maglietta psichedelica, al businessman impeccabile nella suo vestito grigio d’ordinanza, all’ipertecnologico con set di telefoni cellulari, agenda elettronica palmare ed altri gadget, al nerd con occhialoni, maglietta I like Linux e cappello da baseball con il pinguino mascotte di Linux, ancora all’africano o all’arabo vestiti nei loro costumi tradizionali.

Dove sono gli italiani?

La prima domanda che mi sono posto è stata: ma gli italiani dove sono? Scorrendo l’elenco dei presenti si trovavano a malapena una ventina scarsa di partecipanti del Bel Paese. Che Ginevra sia troppo vicina al confine italico e quindi non susciti brame turistico congressuali? (tranquilli la prossima edizione è a San Josè nel cuore della California preparate bagagli e rimborsi spese chilometrici). O che piuttosto sia capitato che le vacanze alle porte abbiano indotto i più a preparare le valigie per il mare piuttosto che per i laghi svizzeri ? Certo che se la presenza italiana in Internet si misura proporzionalmente alle nostre partecipazioni all’evento di Ginevra, abbiamo poco da sperare per il futuro.

Sempre per parlare di presenti o assenti, si notava fra gli sponsor (anche ISOC ha scoperto le meraviglie della sponsorizzazione), la latitanza di grandi firme come Microsoft o Netscape, che fondamentalmente davano ragione alla sparizione di massa degli italiani. In assenza dei grandi del software (a parte Oracle) il dominio è stato delle aziende di hardware e di connettività. Quindi largo a Cisco, Compaq, Sun, IBM, 3Com, Apple, Silicon Graphics con l’appoggio strategico di France Telcom, Teleglobe, MCI. I vari sponsor hanno ovviamente voluto ritagliarsi il loro spazio commerciale al primo piano del Palaexpo per far conoscere i loro prodotti e le loro tecnologie. Sempre al primo piano era possibile navigare in rete in una enorme sala telematica equipaggiata con circa 150 fra PC e MAC a disposizione con una connessione esterna a centinaia di megabit. Il tutto organizzato e gestito con la consueta precisione svizzera dall’Università di Ginevra.

Un programma impressionante

Il programma delle manifestazioni è stato impressionante, da non lasciare il tempo di respirare. In anteprima a Inet98 ci sono stati due giorni dedicati a tutorials tecnici, all’uso di Internet per gli adolescenti e ad un simposio dedicato ai paesi ove Internet è in maggior via di sviluppo. Poi è iniziata la vera sarabanda delle sessioni parallele dedicate ad una infinità di temi interessanti.
E qui balza chiaro un aspetto del summit e di Internet stessa. Internet è oramai troppa, è diventata invasiva e invadente di tutti i settori. È umanamente quasi impossibile stare dietro ai suoi sviluppi. Per sopravvivere occorre specializzarsi, crearsi una nicchia e coccolarsela per evitare di impazzire.
I nove filoni di discussione erano pieni di interventi ricchi di sostanza. Sul tema delle nuove applicazioni si è discusso dei problemi dell’indicizzazione delle informazioni del Web, del problema della definizione di nuovi standard, e della multimedialità distribuita. Sul filone degli aspetti sociali e legali si è parlato del fenomeno degli hacker, della necessità di adeguare le normative internazionali e nazionali alle nuove sfide telematiche. L’area business era dominata dalle varie discussioni sul fenomeno del commercio elettronico e sull’utilizzo della Rete per l’home banking e per le transazioni finanziarie. Il tema della didattica è in forte espansione con la crescita esponenziale di programmi di teledidattica e teleformazione. Un settore che invece è ancora in via di sviluppo è quello delle applicazioni per la salute e per i disabili che stanno però crescendo in quantità e qualità.

Le proposte di Vinton Cerf: pensare al di fuori della Terra

Ma la novità più affascinante, nella sua inutilità concreta per i comuni mortali è stata proposta da Vinton Cerf, ideatore dei protocolli TCP/IP, ex presidente di ISOC, e grande guru della Rete.
Cerf ha presentato le ultime statistiche sulla Rete. Vediamo i numeri più interessanti:

  • 3 milioni di nomi di dominio
  • 45 milioni di host
  • 240 nazioni connesse
  • 100 milioni di utenti
  • la Cina ha la densità di host per abitante più bassa, la Finlandia la più alta
  • Il 75% del traffico di Internet è generato dal Web
  • esistono 1 milione e mezzo di siti web che contengono 350 milioni di pagine
  • le transazioni commerciali sulla rete sono stimate per il 1998 in 8 miliardi di dollari
  • in compenso metà della popolazione mondiale non ha mai utilizzato un telefono !

Ma la vera chicca dell’intervento di Cerf è stata la presentazione del progetto della NASA di una Internet Interplanetaria. Cerf ha esordito sostenendo che è tempo di pensare al di fuori della Terra, stiamo entrando nell’era di una Internet Interplanetaria. Infatti la NASA sta per lanciare il primo di una serie di satelliti con la funzione di Interplanetary Gateway. In pratica questi satelliti serviranno per trasmettere i pacchetti di informazioni nello spazio utilizzando una versione modificata del protocollo IP per poter comunicare trasparentemente ad Internet in tutti i pianeti del sistema solare e forse oltre. Sarà anche un modo per testare i protocolli IP sulle grandi distanze stellari, dato che uno dei problemi più gravi è proprio il tempo di trasmissione da un pianeta all’altro: 1 secondo e mezzo fra Terra e Luna, 21 minuti per Marte. Ma a questo punto occorrerà anche modificare le regole di naming degli host.

In questo modo dal vostro computer potrete collegarvi al sito di www.apogeonline.earth, oppure navigare a quello di pathfinder5.nasa.mars, dotandovi in questo secondo caso di una buona dose di santa pazienza. Uno dei commenti più taglienti al progetto di Internet Interstellare è venuto da Francois Fluckiger, uno scienziato del CERN che scuotendo il capo scettico ha detto: “Abbiamo bisogno di sogni come questo, ma non conosco nessun marziano con cui comunicare”.

L'autore

  • Vittorio Pasteris
    Vittorio Pasteris è un giornalista italiano. Esperto di media, comunicazione, tecnologia e scienza, è stato organizzatore dei primi Barcamp italiani e collabora con il Festival del giornalismo di Perugia.

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