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Internet migliora la vita di 150 anziani ospiti di una casa di riposo

28 Maggio 2003

Internet migliora la vita di 150 anziani ospiti di una casa di riposo

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Gli interventi che in Italia vengono svolti nel campo sociale e assistenziale, nella maggior parte dei casi, non tengono conto dei progressi tecnologici. Così, mentre Internet entra di prepotenza nelle aziende e nelle case, stenta ad essere inserito come strumento di ausilio nei progetti di recupero sociale e di tipo assistenziale.

Spesso è colpa dell’ignoranza di chi questi progetti li realizza (operatori e tecnici), oppure della loro diffidenza dovuta alla scarsissima dimestichezza con la tecnologia e Internet in particolare.

In questo deserto, però, ogni tanto spuntano oasi di capacità e conoscenza. È il caso del progetto “Web RSA”, che coinvolge i 150 ospiti della casa di riposo per anziani “San Francesco” di Nova Milanese.
Sono loro gli attori principali di un progetto pilota, primo nel suo genere in Italia, per il miglioramento della qualità della vita attraverso l’uso di tecnologie avanzate e Internet.

Questo progetto realizzato da Doing in collaborazione con la casa di riposo San Francesco e la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Brescia, permette agli ospiti della struttura di accoglienza di comunicare con i propri parenti a casa attraverso un sistema audio-video. Inoltre un sistema di monitoraggio 24 ore su 24 fornisce informazioni sugli spostamenti all’interno della struttura e la raccolta di informazioni su parametri vitali quali il battito cardiaco.

La prima funzionalità è garantita dal portale appositamente realizzato da Doing: i parenti, accedendo in un’area riservata protetta da username e password, possono avere maggiori informazioni e stare più vicino ai propri cari grazie alla videocomunicazione via webcam.

Allo stesso tempo i funzionari della casa di cura possono aggiornare, grazie alla piattaforma di content management LWE, le informazioni relative a ciascun ospite, in completa autonomia e nel rispetto della privacy.

Il sistema di monitoraggio è garantito invece da un microtransponder in dotazione all’ospite. Contrassegnato da un codice personale, viene letto da piccole antenne posizionate sotto il pavimento. In questo modo si può verificare se l’ospite sta più ore seduto o in piedi, in palestra in giardino o in stanza, ed è possibile strutturarsi per rispondere meglio alle sue esigenze.

In più, un sistema per il controllo del microclima è in grado di rilevare il livello di luce, umidità e calore e può inviare un segnale d’allarme se necessario.
“Il sistema ci è stato proposto e noi gli abbiamo spalancato le porte – ha detto il Cav. Mario Pozzoli, presidente della residenza per anziani novese – Mira ad innalzare la qualità della vita dell’ospite”.

“Tre sono gli obiettivi del progetto – ha spiegato Matteo Crescini di Doing -. Facilitare la comunicazione a distanza tra parente e ospite senza sostituire la visita nella struttura, trasmettere dati generici e specialistici di interesse per il familiare a casa; migliorare l’efficienza della struttura”.

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