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Internet in Europa: tre anni indietro rispetto agli USA

12 Luglio 1999

Internet in Europa: tre anni indietro rispetto agli USA

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Cento milioni di utenti Internet entro il 2003, il 35% della popolazione adulta: questa la stima per la scena europea secondo una ricerca della compagnia di investimenti Morgan Stanley. Al termine dello scorso anno la cifra era di 33,5 milioni, con un tasso di penetrazione annuale fissato all’8,9%; penetrazione che, seppur oggi salita al 10%, equipara l’Europa alla scena statunitense di due-tre anni fa. Ovvero, a detta degli stessi curatori dello studio, al momento in cui “l’interesse per Internet da parte degli investitori ha iniziato a decollare,” suggerendo la necessità di attivare rapidamente medesimi scenari anche nel Vecchio Continente.

Secondo gli esperti, inoltre, il successo arriderà ai primi che si daranno da fare online purché abbiano sviluppato un’ottima strategia complessiva per le attività su Internet. Fulgido esempio made-in-USA il solito modello Amazon, che proprio in virtù di tali caratteristiche riesce a registrare vendite 10 volte superiori all’affermata catena libraria Barnes & Noble. Sembra comunque che in Europa tra i maggiori beneficiari dell’imminente boom di Internet debbano essere i fornitori di infrastrutture per la trasmissione dati, ambito in cui azienda leader è la francese Alcatel.

Al contempo, l’annesso e-commerce volerà prima di tutto sulle ali delle compagnie aeree e del turismo, seguito a ruota da quegli imprenditori che sapranno vendere online i propri prodotti scavalcando rivenditori e intermediari. Ma perchè ciò si avveri, concludono gli analisti di Morgan Stanley, occorre che la massa critica di utenti europei raggiunga circa un terzo della popolazione totale. Soglia già raggiunta e superata negli Stati Uniti, assai vicina nei Paesi Scandinavi, mentre per l’intera Europa occorreranno ancora circa tre anni.

L'autore

  • Bernardo Parrella
    Bernardo Parrella è un giornalista freelance, traduttore e attivista su temi legati a media e culture digitali. Collabora dagli Stati Uniti con varie testate, tra cui Wired e La Stampa online.

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