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Internet esplode in Brasile àa passo di lumaca

29 Settembre 1998

Internet esplode in Brasile àa passo di lumaca

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Il Brasile sta vivendo uno repentino sviluppo nell'utilizzo di Internet. E ormai si trova, con i suoi 2 milioni di utenti, all'ottavo posto nel mondo per collegamenti in rete. Ma i problemi sono ancora molti.

Il Brasile, negli ultimi due anni, sta vivendo uno sviluppo nell’utilizzo di Internet molto repentino. E ridendo e scherzando si trova, con i suoi 2 milioni di utenti, all’ottavo posto nel mondo per collegamenti in rete. Ne deduco quindi che io mi collego sempre insieme a tutti gli altri, viste le non-velocità di trasmissione. Tentare alle 11:03 di un giorno feriale di verificare la propria posta é pura utopia.

Tragico destino dei paesi cosiddetti “in via di sviluppo”è di usufruire della stessa tecnologia (spesso un poco più arretrata od obsoleta) dei paesi “già sviluppati”, ma a passo di lumaca, con tutti gli intoppi dovuti ad arretratezze varie; tra cui anche quella culturale. Culturale non perché non si sia letto Dante o Petrarca, ma piuttosto per quella che definirei: una “cattiva conoscenza dei mezzi e delle opportunità che si stanno utilizzando, unita ad un training insufficiente e superficiale”.
E poi lo “sviluppo”arriva normalmente dai paesi già “sviluppati”, e dipende dai loro interessi di aprire nuovi mercati, ma questa è un’altra storia.
I fatti: arrivato a Rio alcuni giorni fa, ho sistemato il mio computer, scanner, tutto per benino, anche il modem. Che qui hanno un sistema di connessione alla rete telefonica tanto arretrato quanto quello italiano. Le prese enormi, con un sacco di contatti che non servono a nulla.

Ciò premesso, predisposto e testato, entro nella “Internet Highway”. Sorpresa: sembra di essere in Italia, e invece sono a Rio de Janeiro.
Stesse lentezze di connessione (anzi, peggio) – immagini che non caricano – fare un download di 5 Mb – fogghetabbouttit (Al Pacino in “Donnie Brasco”).
E non sto neanche parlando di un “surfing”selvaggio alle 6 di sera (ora in cui notoriamente i server bruciano), ma di una normale ricerca di driver fatta alle 2 del mattino.
Si stabiliscono dei record: il limite minimo che ho toccato è stato di 19 bytes al secondo. Cose da pallottoliere. Magici minuti cercando di fare un download di 17Kb. Da brivido.
Ed allora io, che già per tendenza sono un amante della notte, mi faccio le mie belle ore notturne appiccicato al monitor, le borse sotto gli occhi che si vanno trasformando in valigie, alla ricerca dell’araba fenice. Perché se dovessi tentare un collegamento in ore più cristiane: impossibile, sono tutti in rete.
Un appunto: in Brasile, nelle ore non “commerciali”(da mezzanotte alle 6, e quasi tutto il sabato e tutta la domenica) il collegamento locale si paga solo con uno scatto. È così un po’ dappertutto, nel mondo, solo in Italia sembrano essersi dimenticati di questo, e ti fanno pagare pure le ore di notte. E salate. San Monopolio.

Tutto ciò che è nuovo e diverso ai Brasiliani piace molto

È un popolo spinto verso il futuro, a volte a casaccio, ma curioso, interessato, molto creativo. Salvo affrontare le cose con un poco di pressappochismo, alle volte. Internet, come nuovo mezzo di comunicazione, va forte. Non importa se il motore che spinge è un vecchio 486 o un Pentium2: tutti parlano e fanno, fatti di Internet. Il “chat”come finestra su altri mondi, il “forum”un modo di partecipazione/discussione su fatti/sentimenti/cose di questo pianeta.

Ovviamente, come avviene in tutti i paesi facenti loro malgrado parte della retroguardia, avere un Provider per Internet costa un capitale. Il doppio che negli USA, con un servizio notevolmente carente, dovuto alle linee telefoniche obsolete e stracariche.
I negozi specializzati proliferano, sia in forma “all’americana”che in versione informale, stile “vendita parallela”oppure “diretto da Miami”. Insomma, avete capito. E l’assistenza é quella di sempre: avete già trovato voi chi vi risolva un problema e si faccia pagare una cifra equa?

I mezzi elettronici più usati? Tutto quanto di più moderno si può trovare, salvo che poi, per questioni di mancata installazione, rimangono in fondo ad un cassetto, in attesa di diventare obsoleti.

  • C’è chi usa il Pentium 2 per scrivere lettere, ma solo con 16 Mb di RAM. L’investimento già fu alto sul processore.
  • Chi si preoccupa di mantenere file di testo (15-50K?) sul dischetto, così risparmia spazio sull’Hard Disk.
  • E chi ha delle “Sound Blaster “da centinaia di dollari, per ascoltare il “Twoiiingg!”quando si avvia Win95.

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