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Internet aiuta la lettura

14 Giugno 1999

Internet aiuta la lettura

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Esiste una forte dinamica tra la lettura e Internet. In altre parole, l'uso della Rete favorisce la lettura, avvicina le persone ai libri, promuove il rapporto libro-lettore. È quanto afferma un'indagine francese.

All’inizio di quest’anno, esattamente nel mese di marzo, l’istituto francese Médiangles, specializzato in ricerche di mercato, ha reso pubblici i risultati di un’indagine commissionata dalla Société des gens de lettere (SGDL). Secondo questa indagine esiste “una forte dinamica” tra la lettura e Internet. In altre parole, l’uso della Rete favorisce la lettura, avvicina le persone ai libri, promuove il rapporto libro-lettore.

L’inchiesta, intitolata “Come leggerete domani?”, rivela che “Internet è un vettore di promozione del libro tradizionale come della lettura in generale perché consente di scoprire nuove opere e nuovi autori. Il fenomeno di Internet – afferma i ricercatori – sembra essere piuttosto positivo per lo sviluppo della lettura in generale, se si accetta l’idea che leggere su un monitor è comunque leggere”.

Su questo ultimo punto si potrebbe avviare un dibattito. Leggere da uno schermo è comunque lettura o si tratta di un’attività più vicina alla visione di un programma televisivo? Leggere su uno schermo di computer, è stato osservato, è scomodo, disagevole, comporta uno stile di lettura frettoloso, a volte superficiale, più attento alle immagini che al testo.
La lettura dallo schermo è una sorta di lettura a scansione, alla ricerca delle parole chiave del testo piuttosto che dell’intero contenuto, diversamente da come facciamo quando prendiamo un libro o un giornale e ci sediamo in poltrona.

Per questa ragione chi sviluppa siti Internet tende a non proporre lunghi testi e nemmeno lunghe pagine HTML. È infatti dimostrato che gli utenti tendono a non scrollare le pagine, cioè a non scorrerle per vedere cosa c’è in basso, ma a soffermarsi sulla parte iniziale cliccando spesso su un link che ha attirato la loro attenzione.

L’ipertesto, con i sui collegamenti, accentua, rafforza la tendenza alla lettura a scansione dei testi: l’unitarietà dello scritto tende a perdersi a favore di una lettura contestuale dove l’informazione finisce con l’essere composta da risorse diverse, non sempre omogenee. Si può infatti partire da un articolo di giornale, per spostarsi ad un sito segnalato all’interno dell’articolo stesso per finire su un secondo articolo, di un diverso giornale, avendo letto di ognuno solo alcune righe. Il risultato finale sarà molto diverso da quello che avremmo ottenuto se avessimo letto l’articolo di partenza su un giornale tradizionale.

Si tratta di una mutazione del nostro modo di leggere e di concepire la lettura, ma non vi è dubbio che di lettura si tratta. La ricerca di Médiangles, basata sulle rispose di 2.624 utenti Internet, sottolinea che “questa rivoluzione provocherà mutazioni in tutta la catena del processo editoriale”. Dall’inchiesta, ad esempio, emerge che il 25% degli intervistati tende a leggere con meno frequenza supporti cartacei, “ma questo – sostiene Médiangles – non significa necessariamente leggere meno, quanto piuttosto leggere in modo diverso”.

La rivoluzione che si sta abbattendo sui settori tradizionale dell’editoria è ancora lontana e i suoi effetti difficili da prevedere. Non appare, però, del tutto improbabile il momento in cui scaricheremo da Internet il file di un romanzo o di un manuale di informatica per leggerlo con il nostro libro elettronico. Proprio come milioni di persone stanno già facendo con i file musicali nel formato MP3. E le librerie di domani potrebbero essere molto diverse da quelle di oggi.

Forse offriranno un numero limitato di titoli con il sistema tradizionale (la carta) e molti altri verranno invece proposti in formato elettronico, magari acquistabili tramite un apposito distributore simile a quello del caffè o, se volete, del tutto simile a quello per la distribuzione di canzoni in formato digitale. Un’azienda coreana ne produce già uno, ne ha parlato su Apogeonline Davide Pellegrino (https://www.apogeonline.com/informaz/art_87.html)

Médiangles ha anche interrogato gli utenti di Internet sulla distribuzione dei nuovi libri digitali. Il 40% di loro crede che a distribuirli saranno delle nuove società appositamente create. Il 34% è convinto che saranno gli editori i protagonisti del nuovo mercato, mentre il 19% punta sugli autori che potranno vedere i propri libri direttamente al pubblico via Internet come già avviene con la musica nel formato MP3. Solo il 7% crede che a distribuire i libri saranno ancora i librai tradizionali.

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