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Insider trading grazie alle confidenze regalate su Internet

17 Marzo 2000

Insider trading grazie alle confidenze regalate su Internet

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Si è sempre detto che Internet è una delle più grandi fonti di informazione del pianeta.
E lo dimostra anche il fatto successo negli Stati Uniti, dove un gruppo di 19 persone, habitué di una chat, grazie alla complicità di un informatico impiegato nelle banche d’affari Goldman Sachs e Credit Suisse First Boston, hanno fatto il “colpaccio”.

Approfittando delle informazioni privilegiate su fusioni e acquisizioni, che gli passava il tecnico informatico, hanno riempito il loro portafoglio. Sono stati scoperti, però, e accusati di frode e insider trading.

“È un esempio di insider trading con un tocco moderno, utilizzare Internet a fini illegali – ha sottolineato Lewis Schiliro, responsabile FBI – Gli accusati credevano di essere anonimi su Internet, ma l’inchiesta ha dato due lezioni: coloro che utilizzano l’anonimato di Internet per attività criminali sappiano che possono essere stanati e la comunità finanziaria dovrebbe proteggere meglio le sue informazioni”.

Queste due lezioni arrivano proprio nel momento in cui Internet è diventato terreno per apprendisti finanzieri che si scambiano consigli e informazioni.
È di martedì la notizia che alcuni studenti di Washington hanno realizzato un sito destinato a promuovere titoli senza valore, Fast-trades.com. Sono riusciti a realizzare un aumento del 700 % in qualche mese su quattro titoli, grazie ai loro “consigli” e alla credulità di molti investitori.

Questa operazione, prima di essere scoperta e bloccata, ha portato nelle loro tasche 345 mila dollari.
“Il basso costo e la facilità d’uso di Internet hanno attirato un nuovo genere di truffatori che vogliono approfittare di ingenui investitori”, ha dichiarato Richard Walker, direttore del settore regolamentazione del Sec, la commissione americana per le operazioni in borsa.

I 19 “furbi” che hanno realizzato l’insider trading hanno investito i loro soldi sotto il nome di una società finanziaria, la “Blue Horseshoe Investments”, un nome preso in prestito dal film “Wall Street” che descriveva la stessa operazione borsistica, ma senza l’aiuto di Internet.

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