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Information Technology in ripresa, ma non abbastanza

08 Marzo 2007

Information Technology in ripresa, ma non abbastanza

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Accelerazione del trend positivo iniziato l’anno scorso per l'informatica italiana, leggera flessione per le telecomunicazioni

Aitech-Assinform ha reso noti i dati del Rapporto Assinform 2007 sull’andamento del settore dell’Information & Communication Technology nell’anno 2006. L’informatica italiana pare aver ripreso a crescere, mettendo a segno un discreto + 1,6% nel 2006,a fronte del timido 0,9% del 2005; allo stesso tempo il mercato dei consumer è aumentato al ritmo del + 8,7% annuo. Continua, invece, la ristrettezza di spesa in innovazione della pubblica amministrazione. Resta ampia la distanza dai trend mondiali: + 5,5% per l’Ict, + 6,1% per l’It.

Il divario con i trend di crescita internazionali, perciò, resta troppo ampio, così come rimane profondo il gap nella capacità di produzione di nuove tecnologie. «Per l’industria italiana ciò significa comprare tecnologie spesso poco personalizzate al soddisfacimento delle sue peculiarità, rimanendo esposta a crescenti difficoltà nella competizione mondiale. Per innovare e sostenere l’espansione del Made in Italy bisogna, perciò, innovare e sviluppare l’informatica italiana. Occorre, cioè, tornare a investire in modo massiccio nel settore dell’IT, scommettendo sulla sua capacità di generare nuove applicazioni e servizi informatici mirati a innovare la struttura produttiva nazionale, costituita prevalentemente da piccole e medie imprese», ha dichiarato Ennio Lucarelli, presidente di Aitech-Assinform.

«Di fronte ai grandi numeri degli investimentiin innovazione informatica che stanno trasformando il mondo è chiaro come il ritmo faticoso con cui cresce il settore nazionale dell’It sia assolutamente insufficiente a sostenere la nostra economia nella competizione internazionale», ha aggiunto Presidente di Aitech-Assinform. Un esempio significativo: nel commercio online, vera e propria frontiera dell’innovazione tecnologica, l’Italia risulta al penultimo posto fra i paesi dell’Europa a 25, subito dopo Cipro e prima della Lettonia. «Dove si trovano le cause di questa arretratezza? in una obsolescenza strutturale, ovvero nell’assenza di domanda innovativa, o nella mancanza di valide soluzioni tecnologiche, ovvero in un’offerta insufficiente? Noi pensiamo che il problema vada cercato in un Paese che non ha creduto nella sua capacità di produrre innovazione, che ha rinunciato a investire nell’informatica e quindi é in continuo ritardo».

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