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Infodomestici e wireless per Linux

04 Luglio 2000

Infodomestici e wireless per Linux

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Dal big business ai sistemi "embedded", l'open source promette sempre molto

Oggi i settori in cui Linux appare sempre più in forma riguardano l’ambito enterprise e i sistemi “embedded”. Nel primo si va dai rinnovati impegni di giganti della stazza di IBM a continui investimenti che vedono tra gli ultimi arrivati aziende quali Dell, Oracle, Hewlett-Packard. Nel secondo, vanno segnalate società come Adomo che mettono a punto infodomestici per la casa del futuro basati su versioni leggere di Linux, mentre Red Hat acquisisce WireSpeed, produttore di software per network e telecomunicazioni per sistemi “embedded” che girano su Linux. Eppure nonostante queste ed altre positive affermazioni, a qualche parte s’insiste con un dilemma: riuscirà il sistema open source a conquistare effettivamente spazio in ambito desktop? In altri termini, Linux potrà davvero far fuori Windows prima o poi?

Ma se è vero che tale questione fa presa sui fan più incalliti e i nemici più acerrimi di Bill Gates, quella che si segnala è una realtà assai meno statica, oltre che dalle vaste potenzialità. Il predominio mondiale di Windows è fatto scontato: difficile, se non impossibile, distogliere la maggioranza degli utenti dall’abitudine a quel sistema. Senza contare l’oliatissima macchina commerciale di Microsoft, ben al di là delle ricadute del processo antitrust. Ergo, per quanto Linux possa offrire alternative migliori, pare inutile sciupare energie preziose verso l’utopia di un simile obiettivo. Molto meglio, sostengono gli esperti, insistere con la spinta in settori promettenti e in piena espansione: l’ambito business e quello dei piccoli dispositivi digitali, dove il sistema operativo rimane invisibile all’utente.

In generale, l’imprenditoria (soprattutto negli USA) ricorre con sempre maggior frequenza a Linux per una serie di motivazioni: è gratuito, di facile personalizzazione, affidabile. Solo lo scorso anno le corporation che hanno fatto girare su Linux oltre un quarto dei propri server interni hanno toccato quota 13 per cento. E il sistema rosicchia continuamente punti preziosi a Windows NT. Altro elemento importante, la possibilità di realizzare con relativa facilità software ad hoc per le molteplici esigenze delle singole aziende, anche questo un mercato di dimensioni enormi. Gli ostacoli più ovvi che impediscono una maggior rapidità di penetrazione riguardano al momento la scarsità di applicazioni effettivamente disponibili e la mancanza di preparazione tecnica specifica da parte dei manager aziendali. In un certo senso, si tratta degli inevitabili rischi connessi alla instabilità come business tipica del mondo open source. Ma è probabile che l’abbraccio di IBM e altri grossi nomi finirà per fare da ulteriore traino.

Ancor più promettenti i vari progetti per infodomestici e affini, in particolare l’idea su cui sta lavorando Adomo: la creazione di un network casalingo che consente immediato accesso a dati d’archivio, programmi vari e naturalmente a Internet. Ciò sia tramite terminali fissi sia con dispositivi wireless sparsi per la casa. Un sistema operativo multitasking basato su Linux che permette lo scambio di dati da e per l’unità centrale, unico luogo dove vengono eseguite le varie applicazioni. In tal modo, caratteristica essenziale del progetto, si evita di appesantire inutilmente i singoli infodomestici. Questi non saranno più dei computer, con tutta la loro complessità di funzioni ampiamente sotto-utilizzate, per essere sostituiti dalla prima generazione di dispositivi agili, specifici e di facile utilizzo. Ogni membro della famiglia potrà così attivare istantaneamente il forno a microonde e navigare sul web, accedere a database interni e usare il cellulare. Tutto ciò grazie a un’articolata architettura del tutto invisibile all’utente, basata sull’espansione delle doti di elasticità e leggerezza già dimostrate dal sistema open source in quest’ambito.

Sulla medesima lunghezza d’onda, recentemente Axis Communications ha lanciato Bluetooth Access Point, un apparecchio per LAN e Internet che amplia i segnali di trasmissione in modo da poter essere raggiunti da PDA, laptop, Webpad. Il dispositivo incorpora al proprio interno un mini-computer che gira su Linux, il quale funge da server rispetto ai vari client che vi si collegano a seconda delle esigenze. Si tratta in pratica dell’estensione della tecnologia Bluetooth, che attualmente limita tali opzioni a un raggio di 10 metri. Tra breve il nuovo sistema consentirà la creazione di “hot spot” che finiranno per attivare un vero e proprio network operativo, mentre più avanti l’azienda prevede di mettere a punto dispositivi da impiegare per distanze fino a 100 metri. La tecnologia wireless Bluetooth è lo standard de facto impiegato per collegare tra loro in network una serie di apparecchi portatili, dai laptop ai telefonini ai computer palmari. Il tutto a costi bassi pur se con un ridotto raggio d’azione.

Sempre riguardo ai sistemi “embedded” da segnalare infine l’acquisizione operata due settimane addietro dal maggior distributore Linux, Red Hat. In cambio di azioni per un valore di circa 1,5 milioni di dollari, è stata inglobata WireSpeed, società dell’Alabama specializzata nella realizzazione di software per network e telecomunicazioni relativi a infodomestici e simili. Le attuali applicazioni della tecnologia di WireSpeed includono semiconduttori, dispositivi per l’accesso a Internet, prodotti per il controllo Della produzione industriale, con clienti quali Hewlett-Packard, NETsilicon, STMicroelectronics. L’operazione conferma l’aggressiva politica di Red Hat nel settore dei sistemi “embedded” nonché dei dispositivi diversi dal PC per andare online. Dopo aver acquistato anche Cygnus Solutions mesi addietro, oggi il Client Services Group di Red Hat vanta un buon centinaio di programmatori e si pone come azienda-leader per la fornitura alle grosse corporation di servizi personalizzati di engineering, con l’obiettivo finale di realizzare infrastrutture agili e affidabili nel travaso sempre più invisibile tra Internet e le Intranet locali.

Ancora un volta quindi le possibilità sembrano ghiotte per il giro Linux. Insieme ovviamente a non pochi rischi e ostacoli. Una sfida che appare più promettente (ed esaltante) di quella contro il gigante di Redmond.

L'autore

  • Bernardo Parrella
    Bernardo Parrella è un giornalista freelance, traduttore e attivista su temi legati a media e culture digitali. Collabora dagli Stati Uniti con varie testate, tra cui Wired e La Stampa online.

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