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In Rete un italiano su quattro?

06 Luglio 2001

In Rete un italiano su quattro?

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Lo scenario dipinto dalla ricerca dello CNEL in collaborazione con Eurisko è veramente incredibile: un italiano su quattro è ormai un navigatore e si parla di 11 milioni di italian Web surfer. Dati incoraggianti, ma i conti non tornano.

Secondo lo studio negli ultimi due anni il numero di internauti italiani è quasi raddoppiato, portando l’Italia a un soffio dalla Francia (penetrazione Internet in Italia = 23,4%, Francia = 25%).

L’Italia resta comunque indietro, superata da Svezia (65%), Stati Uniti (59%) e Gran Bretagna (34%).

Non stupisce la descrizione che lo studio fa del navigatore tipo, ovviamente giovane (il 57% ha tra i 14 e i 24 anni), maggioranza maschile (donne fatevi avanti!) e del Centro-Nord. Il collegamento da casa supera quello dal lavoro e tra i siti più visitati troviamo news e quotidiani (43%), informatica (32%), musica (28%), turismo (27%), economia (25%), spettacoli (22%). Insomma, chi naviga sa perché naviga: cerca informazioni utili e le vuole velocemente; e solo l’11 % dei navigatori compra on-line.

Al top delle applicazioni c’è, naturalmente, la posta elettronica, di uso quotidiano per il 79% degli utenti. Ecco i link al comunicato stampa dello Cnel sulla ricerca.

Se confrontiamo questi dati con quelli recentemente presentati da Forrester al convegno di Milano, notiamo che qualcosa non quadra. Mate (Forrester) infatti ci parla di:

– Oltre sei milioni di abbonati Internet dichiarati dai tre maggiori provider
– Oltre 4 milioni di famiglie collegate

Anche sommando (impropriamente, of course!) i sei milioni di abbonati ai 4 milioni di famiglie, non arriveremmo a quota 11 milioni! Altro dato a confronto: il punto sulle aziende e Internet:

– CNEL/Eurisko: tra le aziende italiane, il 54% sono collegate alla Rete, ma solo il 21% ha un proprio sito; e il 13% utilizza Internet per l’e-commerce, il 7% delle vendite avviene on line.

– Mate/Forrester: il 90% delle aziende è collegata a Internet, di queste il 52% ha un proprio sito e il 3% lo usa per l’e-commerce: l’1% delle vendite avviene on line.

Eccovi il link al sito di Mate per scaricare la presentazione completa

Ho la sensazione che la “new economy” sia in uno stato di “ibernazione”, in una sorta di limbo nel quale ciascuno cerca di individuare la propria strada, ponderando ogni scelta ed ogni investimento con più cautela rispetto anche solo a due anni fa. Intanto gli analisti continuano a “dare i numeri”, numeri diversi, talvolta anche troppo, creando ulteriore confusione in uno scenario sempre più caotico. E così gli imprenditori decidono di “restare a guardare”, restare in quel limbo sospeso tra l’oggi e il domani, in attesa di un segno che illumini il loro cammino.

La prudenza è ammirevole, ma dove è finito il coraggio dei pionieri? Io ne sento la mancanza. Sento la mancanza della creatività, della fantasia e del coraggio dei primi. Voi no?

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