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In-Q-Tel, l’azienda della CIA per proteggere la privacy su Internet

04 Aprile 2000

In-Q-Tel, l’azienda della CIA per proteggere la privacy su Internet

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“Dall’intrigo dei giochi ai giochi dell’intrigo…”.
È uno degli slogan che campeggiano sull’home page del sito di In-Q-Tel, un sito americano.

A differenza di quanto potrebbe sembrare, il “gioco” è uno di quelli che se vieni colpito non ti rialzi più.
Infatti, In-Q-Tel è pagato con i soldi della CIA (Central Intelligence Agency), che si è lanciata alla conquista di Silicon Valley, con una azienda di alta tecnologia.

È il settimanale Newsweek a rivelarlo e il nome del sito è tutto un programma. La nuova azienda si chiama così in omaggio a “Q”, l’inventore di ordigni per le spie dei film di James Bond.

In pochi mesi i suoi dirigenti hanno speso 28 milioni di dollari (circa 65 miliardi di lire) per finanziare ricerche che possano essere utili ai servizi segreti.
“I ragazzi che lavorano per la CIA – ha detto a Newsweek, Gif Munger, direttore di una società di programmi per computer del Maryland – sono proprio come i nostri tecnici. Sono tutti giovani, mangiano pizza in ufficio, lavorano come pazzi e hanno un livello di competenza che sarebbe difficile trovare altrove”. Insomma, dei veri “bravi ragazzi”.

In-Q-Tel è una società privata e ha piena libertà di iniziativa: la CIA si limita a fornire i finanziamenti e a utilizzare i prodotti.
Il direttore, Gilman Louie, ha 39 anni ed è un ex programmatore di giochi per computer.

Tra i software che ha messo in cantiere ce n’è uno per bloccare i pirati cibernetici e proteggere la privacy su Internet.
La privacy di chi…?

Per dettagli http://www.in-q-tel.com

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