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In pericolo i quattro dissidenti cinesi condannati a Pechino

04 Giugno 2003

In pericolo i quattro dissidenti cinesi condannati a Pechino

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Xu Wei, uno dei quattro giovani dissidenti cinesi condannati a Pechino la settimana scorsa, ha iniziato uno sciopero della fame appena uscito l’annuncio della sua condanna, il 29 maggio. Lo riporta una nota dell’agenzia France Presse, riprendendo un comunicato dell’associazione Human Rights in Cina, che ha sede a New York.

“La sua salute si deteriora rapidamente – rende noto l’associazione per i diritti umani in un comunicato – a causa di quello che ha già passato durante due anni di prigione”.

La settimana scorsa un tribunale di Pechino ha annunciato di aver condannato Xu Wei, giornalista, a 10 anni di prigione per “sovversione del potere dello Stato” e un geologo, Jin Haike alla stessa pena.
Yang Zili, informatico e Zhang Honghai, impiegato, invece, sono stati condannato a otto anni di carcere.

Questi, che le autorità considerano dissidenti, avevano pubblicato su Internet il loro pensiero e, per questo, erano stati arrestati il 13 marzo del 2001, con l’accusa di aver “indagato attivamente sulle strade di una riforma della società”, volta a “cambiare il potere politico attuale in Cina” e “ristabilire un sistema politico liberale”, secondo i capi di imputazione del settembre 2001.

I quattro uomini, inoltre, sono stati accusati di aver formato un’organizzazione indipendente, chiamata “Società della nuova gioventù”.

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