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In nome del faraone

12 Marzo 2013

In nome del faraone

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La trasformazione digitale dell'editoria è straordinaria per come condividerà filosofie di epoche non così lontane.

Una storia del libro, firmato dallo storico e critico dell’arte Flaminio Gualdoni, comincia come da sottotitolo la propria narrazione dalla pergamena e la conclude con la figura del collezionista ed editore d’arte Ambroise Vollard.

Sarà da aggiornare nel momento in cui faranno parte della memoria anche gli ebook, ora appartenenti al futuribile di prossimo avvento.

Eppure ha da dire qualcosa di valido anche per chi discute di contenuti digitali, interfacce, condivisioni, modelli di business, sistemi di distribuzione, standard di codifica, algoritmi di commercializzazione e quant’altro. Nella pagina dedicata alla biblioteca di Alessandria:

Il faraone Tolomeo I Soter finanzia la costruzione della biblioteca di Alessandria, contenitore di tutto lo scibile umano e ricettacolo di sapienti: d’altronde già Ramses II, un millennio prima, possedeva 20.000 “volumina”. I lavori sono affidati nel 290 a.C. a Demetrio Falereo, greco di scuola aristotelica, che i libri sa conservare e ordinare in modo intelligente, e vengono proseguiti sotto Tolomeo II Filadelfo. A costui si devono, narra Galeno, il “fondo delle navi”, ovvero la norma per cui ogni libro presente su una nave che approdava nel gran porto di Alessandria fosse all’istante ricopiato, e una fitta rete di rapporti diplomatici per ricevere da tutte le corti del tempo esemplari dei libri ivi posseduti. C’erano una Biblioteca maggiore, all’interno del Museion, centro di studi e sapienza, che contava circa 500.000 volumi, e una minore, annessa al Serapeion, che ne contava 43.000. […] Soprattutto, d’ogni opera si stabilisce un archetipo, il modello dal quale le copie possono essere tratte, tentando di ridurre al minimo la moltiplicazione degli errori inevitabile nei processi di trascrizione manuale.

Duemilatrecento anni fa mancavano la Rete digitale ultraveloce e i bit in forma di segnale magneto-ottico-elettrico. Il resto era già più o meno tutto chiaro (a parte il backup: la biblioteca fu devastata dagli incendi).

Il lavoro che ci attende, creatori lettori e mercanti dei nuovi libri, è – ironicamente – copiare gli intendimenti di Tolomeo I Soter e dispiegare nel mentre tecnologie che al faraone sarebbero parse soprannaturali nella loro potenza e ubiquità.

L'autore

  • Lucio Bragagnolo
    Lucio Bragagnolo è giornalista, divulgatore, produttore di contenuti, consulente in comunicazione e media. Si occupa di mondo Apple, informatica e nuove tecnologie con entusiasmo crescente. Nel tempo libero gioca di ruolo, legge, balbetta Lisp e pratica sport di squadra. È sposato felicemente con Stefania e padre apprendista di Lidia e Nive.

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