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In Giappone è allarme rosso per la prostituzione minorile online

08 Gennaio 2003

In Giappone è allarme rosso per la prostituzione minorile online

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La polizia nazionale giapponese ha annunciato un rinforzo ai controlli e alle sanzioni applicate ai servizi di incontri via Internet, per evitare che non sia incoraggiata la prostituzione delle ragazze. Un fenomeno in forte crescita negli ultimi mesi.

É stata la stessa Agenzia di polizia a diffondere un rapporto allarmistico sulla tendenza delle ragazze a vendere il loro corpo in cambio di denaro e dichiara che depositerà entro febbraio un progetto di legge che prevede punizioni per le ragazze e gli adulti coinvolti.

Secondo il rapporto presentato dalla polizia giapponese e redatto da un gruppo di lavoro sulla protezione delle ragazze, i servizi di incontri via Internet “incoraggiano il fenomeno sociale di queste ragazze che si prostituiscono per denaro”.
Il gruppo stesso ha suggerito l’applicazione di sanzioni ai minori perché sono numerosi nel partecipare attivamente alla prostituzione.

L’Agenzia è stata incaricata di 666 casi criminali riguardanti la prostituzione di adolescenti legati a servizi via Internet tra gennaio e ottobre. Circa 2, 3 volte in più rispetto allo stesso periodo del 2001.

Su 211 casi analizzati nel dettaglio, la polizia ha scoperto che 198, circa il 94 %, avevano avuto luogo su iniziativa di ragazze con meno di 18 anni.
Su 585 vittime minorenni implicate in questi casi, circa il 98,5 % ha dichiarato di aver avuto accesso a questi servizi di incontri online dai loro telefoni cellulari.

“Ci sono molti casi criminali che toccano minori a causa dell’anonimato su Internet – spiega un responsabile dell’agenzia – permette di incontrare facilmente persone”.

In agosto la polizia aveva arrestato un giapponese sospettato di aver ucciso una liceale di 16 anni, il cui corpo era stato ritrovato in fondo al mare sotto molti blocchi di cemento.
La polizia è convinta che l’uomo abbia incontrato la vittima attraverso un servizio di incontri su Internet.

La polizia, nel primo semestre, del 2001 aveva aperto 793 casi criminali legati a servizi di incontri via Internet e gli adolescenti rappresentavano più del 70 % delle vittime.

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