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In Francia l’industria cinematografica in lotta contro i siti P2P

24 Settembre 2002

In Francia l’industria cinematografica in lotta contro i siti P2P

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In Francia si è discusso sulla pirateria cinematografica attraverso Internet. Tutti d’accordo che potrebbe diventare una minaccia a medio termine e rompere l’equilibrio della filiera.

Dunque, grande inquietudine tra i partecipanti riuniti in congresso a Nizza.

Anche se ancora lunghi da scaricare (malgrado la larga banda) e con una qualità non eccelsa, i film pirata potrebbero rapidamente “affinarsi” e il loro scambio “esplodere”, soprattutto grazie al digitale che permette una diffusione sulle reti elettroniche.

Così, dopo l’industria musicale che ha dichiarato guerra ai sistemi P2P, anche l’industria cinematografica scende in campo e chiede “un piano di lotta contro la pirateria”.
“La pirateria dei film è una preoccupazione reale – dichiara il direttore generale del Centro nazionale di cinematografia francese – anche se non riusciamo a misurare il suo reale impatto. Questo problema dovrebbe figurare al centro delle preoccupazioni dei poteri pubblici”.

Il filmato viene copiato attraverso una videocamera digitale direttamente in sala di proiezione (raramente attraverso la matrice) e riversato in file digitale, viene spedito attraverso Internet, canale privilegiato.
Una forma ancora artigianale ma che spaventa i responsabili del settore, che danno anche le cifre di questo sottobosco.

Secondo l’associazione francese di lotta alla pirateria audiovisiva (ALPA), sono tra le 300 mila e le 500 mila le copie illegali che vengono scaricate nel mondo o copiate in formato DVD.

Ci sono poi dei picchi, in prossimità dell’uscita di grandi produzioni.
Ad esempio per la seconda puntata della saga di Star Wars o per Spiderman.

Così, colmo dell’ironia, l’industria del cinema trova un alleato nella scarsa diffusione della larga banda.
“La larga banda non si è ancora diffusa, perché si sviluppi un vero mercato”, spiega un responsabile del settore che, preoccupato, aggiunge: “a volte molti mesi prima dell’uscita nelle sale”.

L’evoluzione della tecnologia di compressione dei file e la moltiplicazione dei siti P2P, dunque, rischiano di costituire un serio ostacolo alla lotta contro la pirateria digitale e, secondo gli esperti, mancherebbero anche leggi adatte a contrastarla.

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