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In Cina aumenta lo spam

03 Febbraio 2006

In Cina aumenta lo spam

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Secondo uno studio condotto dai Sophos Labs, la quantità di e-mail indesiderate prodotta nel Paese asiatico sta crescendo notevolmente, avvicinandosi pian piano agli Stati Uniti che ne detengono il primato

Sophos, azienda che si occupa di fornire soluzioni per proteggere imprese, enti pubblici e istituzioni accademiche dalle minacce informatiche da parte di virus, spyware e spam, ha da poco pubblicato un interessante rapporto, l’ultimo per la precisione, che ha per protagonista l’e-mail indesiderata o, per meglio dire, i 12 Paesi che ne hanno prodotto maggiormente durante l’ultimo trimestre dello scorso anno.

Gli esperti dei SophosLabs, dopo un’attenta analisi dei messaggi spam ricevuti dalla rete globale di trappole di posta elettronica indesiderata di Sophos, hanno potuto fare un’interessante scoperta: in Cina il tasso di spam sta crescendo notevolmente, aggirandosi intorno al 22,3%.

La Nazione asiatica si sta, così, avvicinando agli Stati Uniti che, almeno per adesso, continuano a detenere il primato della classifica.

Dopo l’America e la Cina, a seguire troviamo: Corea del Sud, Francia, Canada, Brasile, Spagna, Austria, Taiwan, Polonia, Giappone e in ultima posizione la Germania. Almeno in questo caso, l’Italia è esclusa dai primi dodici, benché non si trovi in una posizione di molto inferiore. Occupa, infatti, il 15° posto con l’1,1% di spam prodotto.

Ma da dove proviene la quantità di posta indesiderata? La maggior parte viene prodotta da quei PC che, attaccati da hacker per mezzo di Trojan, worm e virus, diventano un tramite per la diffusione di e-mail sgradite. Producono infatti circa il 60% dello spam mondiale.

Il problema, inoltre, è che i computer “infettati” permettono agli spammer di sfuggire alle legislazioni specifiche dei vari Paesi, in quanto non è più necessario che operino nello stesso Paese in cui si trovano i PC in questione.

Insomma, per far fronte a questa minaccia, l’America è stato il primo Paese ad infliggere pene e multe salate per gli spammer, grazie all’aiuto di leggi come il Can Spam Act e allo scambio di informazioni tra gli Internet Service Provider.

Quello che bisogna fare, dunque, è aggiornare continuamente la protezione antivirus, utilizzare un firewall configurato correttamente e installare le patch più recenti per il proprio sistema operativo.

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