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Il web, il territorio e la risacca delle idee

17 Aprile 2009

Il web, il territorio e la risacca delle idee

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Venti minuti in podcast tra ritagli di carta e bit, in compagnia di un ospite. Oggi con Giorgio Gianotto di Codice Edizioni. Che insieme a Torino Sistema Solare ha lanciato in questi giorni una campagna sociale crossmediale, Mafia Spa. È il pretesto per parlare di come sta cambiando la comunicazione culturale (e non solo)

Sospendiamo per qualche giro le conversazioni intorno alla politica e il web delle scorse settimane – ma in un certo senso continuiamo a parte dell’ambito e sperato (da molti se non da tutti) cortocircuito virtuoso tra web e territorio, tra on- e offline. Come trasferire forze, energie, competenze, contenuti dall’uno all’altro, e viceversa: il ritorno, o l’arrivo, al territorio passando appunto per il web. Questa settimana ne parliamo con un operatore multiforme della campo della cultura e della comunicazione della cultura, Giorgio Gianotto, che lavora a Codice edizioni e Codice/idee per la cultura (eventi) e che insieme ad altri ha messo in piedi Torino Sistema Solare, un progetto a metà tra campagna sociale ed esperimento di comunicazione crossmediale, decisamente familiare con la rimediazione di stili, linguaggi, contenuti, pubblici tipica del web.

Una campagna giocata in modo integrato e mimetico tra internet e strumenti tradizionali, che prova a innovare anche nel metodo portando a lavorare insieme professionalità di vario tipo, estrazione e finalità (da Libera, ai Subsonica a quasi tutti i gestori dei locali): «Poi non bisogna essere ostaggi delle parole. Ultimamente il web ha promosso la parola “virale” nel campo della comunicazione: bisogna essere virali nella comunicazione. Si dice: bisogna essere virali; si dice: bisogna costruire una comunità. Entrambi elementi però sono di fatto costitutivi della comunicazione tout court, e che si può tradurre con l’obiettivo di un radicamento sul territorio. Di una relazione con il terrritorio. Le nuove tecnologie possono aiutare un certo tipo di progetti a diventare “risacca”, a guardare vicino dopo aver guardato lontano e altrove, a restituire al territorio gli sforzi comunicativi e culturali che vengono fatti.».

Pensare e proporre progetti culturali oggi, con le opportunità offerte dal web, comporta anche un cambiamento molto forte delle logiche organizzative, e dei metodi di lavoro, ma non solo: «Il gap è tra le infinite possibilità che abbiamo e la testa che è girata da un’altra parte – dopo decine di anni di esperienza strutturata in un certo modo, cambiare, voltarsi di 180 gradi non è facile. È facilissimo usare le cose, iniziare a usare le nuove tecnologie, il modo si trova – ma è molto più difficile e importante dare una spinta culturale al motivo per cui si fanno le cose, per cui si usa uno strumento piuttosto che un altro. Il perché, prima ancora che il come.».

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L'autore

  • Antonio Sofi
    Antonio Sofi è autore televisivo e giornalista. Consulente politico e sociologo della comunicazione, ha un blog dal 2003 ed è esperto di social network e nuovi media.

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