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Il Senato sperimenta la firma digitale

17 Aprile 2001

Il Senato sperimenta la firma digitale

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Il progetto di utilizzazione della firma digitale riguarderà tutte le istituzioni. La sperimentazione è iniziata con alcuni senatori da circa un mese.

In tutte le istituzioni dello Stato, entro l’autunno, potrà essere utilizzata la firma digitale. La fase di sperimentazione, infatti, è già iniziata e ha coinvolto alcuni senatori ai quali, da circa un mese, è stata consegnata una chiave privata che, accoppiata a una pubblica, attraverso un sistema di crittografia asimmetrica, consente di firmare i documenti elettronici.

Dall’inizio della prossima legislatura, a tutti i senatori verrà consegnata una smart card, collegata ai computer portatili forniti in dotazione. La chiave privata, inserita nella smart card, sarà conosciuta e utilizzata solo dal titolare, che potrà così apporre la propria firma digitale – che avrà la stessa validità di quella autografa – sui documenti formati e trasmessi per via elettronica.

La chiave pubblica dovrà essere utilizzata, invece, dal destinatario del documento per riportare in chiaro la firma digitale e per verificarne la provenienza e l’autenticità.

Grazie all’inserimento di apposite funzioni nei programmi di videoscrittura di cui saranno dotati i computer dei senatori, l’apposizione della firma risulterà rapida e semplice, e consentirà ai parlamentari di svolgere parte dei loro compiti servendosi di strumenti informatici.

L'autore

  • Annarita Gili
    Annarita Gili è avvocato civilista. Dal 1995 si dedica allo studio e all’attività professionale relativamente a tutti i settori del Diritto Civile, tra cui il Diritto dell’Informatica, di Internet e delle Nuove tecnologie.

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