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Il satellite per portare ovunque la larga banda

09 Ottobre 2001

Il satellite per portare ovunque la larga banda

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Tredici gradi Est. Cosa sia lo sanno bene i numerosi utenti satellitari italiani che adornano di “padelloni” i tetti delle nostre case: è la direzione su cui puntare il ricevitore per ottenere il segnale dal satellite Hot Bird e le relative stazioni televisive e radio.

Un sondaggio Demoskopea fornisce i dati sulla ricezione satellitare in Italia e vedono la penetrazione di Hot Bird aumentare del 36% in modalità cavo e satellite, portando a 3.200.000 le famiglie italiane collegate. La ricezione diretta del satellite con l’antenna parabolica aumenta più di quella via cavo: +50%.

Dati, tuttavia, prudenziali: al sondaggio si ritiene che si sia sottratta buona parte degli utenti che utilizzano accessi pirata alle TV a pagamento, cosa che porterebbe il dato reale a superare i 4.000.000 di paraboliche puntate a 13° Est.

Questi dati sono stati forniti da Giuliano Berretta, presidente e amministratore delegato di Eutelsat durante una conferenza stampa a Sat Expo, dove sono stati presentati anche i progetti futuri per Opensky e l’attivazione di Atlantic Bird 2.

Questo nuovo satellite sarà inaugurato per un’importante avvenimento: il centenario della prima trasmissione radio.
“Con Atlantic Bird 2 siamo pronti per il centenario della prima trasmissione radio attraverso l’Atlantico, fatta da Marconi, che sarà celebrato il 12 dicembre prossimo. È per questo che abbiamo dedicato il satellite al grande inventore bolognese”, dice Giuliano Berretta.

Le operazioni di attivazione del satellite dopo il lancio si stanno svolgendo a tempo di record in seguito ai tragici avvenimenti americani: “La domanda da parte delle reti televisive mondiali, soprattutto americane, è salita – aggiunge il presidente di Eutelsat – e il nostro “Marconi” è proprio a metà strada tra la costa occidentale degli USA e l’Asia centrale. In pratica la sede della CNN, attraverso Atlantic Bird 2, vede Kabul”.

Si tratta del primo grande satellite transatlantico di Eutelsat, che va a posizionarsi a 8° Ovest, uno degli snodi di TLC più trafficati del mondo. Il suo valore per l’Italia è fuor di discussione: Telespazio, società satellitare di Telecom Italia, ha già prenotato una buona parte di capacità di Atlantic Bird 2 per la propria piattaforma atlantica.

Giuliano Berretta ha iniziato la tradizionale conferenza stampa a SAT Expo sulla penetrazione della ricezione satellitare in Italia con un fuori programma: “L’11 settembre internet era bloccato: le normali linee erano ingolfate e non si riusciva ad aprire i siti americani per informarsi sugli attentati. A Parigi con Opensky siamo riusciti a leggere i siti d’informazione statunitensi evitando l’intasamento delle dorsali terrestri”.

“A proposito di Opensky è importante che le piattaforme di invio del segnale siano nelle vicinanze della produzione dei contenuti: ecco perché è bene che nascano diverse piattaforme a livello regionale. Come quella Euphon a Torino per il Nordovest, altre ne nasceranno a Nordest e già oggi Opensky utilizza, oltre alla piattaforma France Telecom di Rambouillet, anche quella Divona (Monaco Telecom) e quella di Telespazio a Roma”.

È una moltiplicazione necessaria: “Oggi Euphon ha 34 Mbps sul nostro satellite W3 a 7° Est, pari a un trasponditore, ma di trasponditori ne serviranno almeno 50 per soddisfare le esigenze della banda larga in Europa”. E agli scettici della larga banda via satellite Berretta manda a dire: “Il satellite è l’unico mezzo in grado di portare direttamente ovunque la larga banda”.

Opensky è un sistema aperto, per dare la possibilità a tutti gli operatori di accedere alla piattaforma. In Italia per ora ci sono 2000 PC collegati e per sviluppare il mercato Eutelsat ha fatto un accordo con Computer Discount. Presto con Opensky si potrà anche accedere direttamente ad Internet con antenne bidirezionali: a sperimentare la nuova modalità DVB-RCS sono aziende Usa e israeliane, oltre alla norvegese Nera.

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