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Il processo va bene e Microsoft rinuncia a otto testimoni

06 Maggio 2002

Il processo va bene e Microsoft rinuncia a otto testimoni

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Microsoft, con una decisione a sorpresa, ha deciso di rinunciare a circa la metà dei testimoni a discarico per il processo che la vede contrapposta a nove Stati federali americani per decidere quali sanzioni applicare nei suoi confronti.

Lo ha annunciato alla corte del tribunale di Washington, dichiarando di portare a testimoniare nove persone, rinunciando ad altre otto rispetto a quanto previsto all’inizio del dibattimento.

La ragione di questa scelta, come dichiarato da un portavoce, sta nei “progressi” che il processo sta avendo nei confronti dell’azienda leader mondiale del software.
“Dopo un esame dei progressi avuti finora e una rivista dei testimoni degli Stati – ha spiegato il portavoce – Microsoft ha deciso di non chiamare molte persone che erano state citate all’origine come testimoni”.

Molti dirigenti Microsoft, come il PDG Steve Ballmer e il vicepresidente in carica Jim Allchin, rimangono tra i testimoni chiamati a comparire.

Il gruppo ha rinunciato a chiamare come testimone un dirigente della catena americana di negozi di elettronica grande consumo Best Buy, oltre a quattro responsabili della Microsoft.

Una decisione presa dopo una settimana dall’intervento al processo di Bill Gates, nel quale ha difeso il suo gruppo di fronte alle richieste dei nove Stati.

Gates ha affermato che le sanzioni richieste dagli Stati paralizzerebbero il gruppo limitando la sua capacità di miglioramento del sistema operativo Windows, che è installato su nove personal computer su dieci.

Il processo, aperto il 18 marzo, dovrebbe durare ancora due settimane. Poi, la sentenza attesa da tutto il mondo.

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