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Il processo Microsoft non è ancora finito

09 Novembre 1999

Il processo Microsoft non è ancora finito

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Chiarimenti sul documento Findings of Facts sul processo Microsoft, depositato venerdì scorso dal giudice Jackson e link ai documenti originali. (Citazioni in inglese)

Nonostante quanto annunciato dai media durante il weekend, occorre precisare che quanto depositato dal giudice Jackson non è una sentenza, ma semplicemente un primo documento riassuntivo di quanto rilevato tra il 19 Ottobre 1998 al 24 Giugno 1999 dalla Corte. Si tratta dei cosiddetti “Fatti”; manca quindi ancora una sentenza di assoluzione o condanna.

Il modo con cui questi fatti sono stati esposti, tuttavia, fa pensare che il tribunale abbia riconosciuto il comportamento di Microsoft scorretto e per questo motivo gli esperti prevedono una sentenza finale di condanna.

Si dice – comunque – che il processo potrebbe andare avanti fino al 2001, anche se Microsoft appare già disponibile a negoziare un accordo (fonte CNET).

Il documento completo emesso dal giudice è disponibile su http://www.cnn.com/interactive/computing/9911/microsoft.finding/microsoft.html
(pur essendo molto lungo, se ne consiglia la lettura in quanto spiega molti aspetti relativi al mondo IT su cui spesso la stampa convenzionale ha idee piuttosto confuse).

Il giudice sembra davvero aver capito quale fossero le ragioni per cui il Dipartimento di Giustizia (DOJ) e buona parte del mondo IT accusava Microsoft di esercitare la propria forza sul mercato per imporre un regime di monopolio nel mercato PC.

Nei paragrafi 36-44 vengono identificate barriere all’ingresso del mercato delle applicazioni causate dalle politiche Microsoft: si sottolinea che l’azienda di Bill Gates esercita un regime di monopolio nel mondo dei PC intesi come X86 compatibili e utilizzati come client.
Come era logico aspettarsi, il mondo dei server non viene preso in considerazione in quanto non è considerato monopolio Microsoft.

In questo settore, infatti – soprattutto nelle fasce alte – nomi quali SUN, IBM e HP la fanno da padroni mentre per quanto riguarda il medio-piccolo, il documento sottolinea che esistono alternative open source quali Linux (paragrafo 50 e successivi). In ogni caso è sufficiente consultare le statistiche di Netcraft per scoprire che tra i server Web oltre il 60% del mercato utilizza il server Apache.

Il paragrafo 58 descrive come Microsoft abbia approcciato il mercato OEM:

“One of the ways Microsoft combats piracy is by advising OEMs that they will be charged a higher price for Windows unless they drastically limit the number of PCs that they sell without an operating system pre-installed. In 1998, all major OEMs agreed to this restriction”.

Questo comportamento, pur avendo limitato il numero delle copie pirata, ha imposto una sorta di “tassa” obbligatoria per tutti gli acquirenti di PC che di fatto pagano Microsoft anche se non usano i loro sistemi (in realtà è possibile farsi restituire i soldi, vedi l’articolo di Paolo Attivissimo per Apogeonline https://www.apogeonline.com/informaz/art_199.html)

Nel paragrafo 93, relativamente a cosa succede quando si cerca di competere con Microsoft, Jackson scrive:
“It is Microsoft’s corporate practice to pressure other firms to halt software development that either shows the potential to weaken the applications barrier to entry or competes directly with Microsoft’s most cherished software products.”

Per quanto riguarda la guerra dei browser il giudice riconosce che Microsoft sia andata contro Netscape deliberatamente per uccidere il mercato distribuendo gratuitamente Explorer da un lato, e impedendo la preinstallazione di Netscape sui PC prima della vendita dall’altro; e il modo con cui questo è stato fatto viene considerato un processo anti-competitivo. In aggiunta appare evidente che il giudice non si sia bevuto la motivazione con la quale Microsoft ha distribuito Internet Explorer in boundle con Windows.

Infatti afferma:
“Microsoft’s actions have inflicted [collateral] harm on consumers who have no interest in using a Web browser at all because Win98 runs more slowly it would if they hadn’t put the browser in”.

In aggiunta nel paragrafo 173 afferma:
“Microsoft has forced Windows 98 users uninterested in using [it] to carry software that, while providing them with no benefits, brings with it all the costs associated with carrying additional software on a system. These include performance degradation, increased risk of incompatibilities, and the introduction of bugs”.

Se siete interessati alle risposte ufficiali della Microsoft e di Bill Gates in persona, sono disponibili su:
http://www.microsoft.com/presspass/trial/nov99/11-05billg.htm (Bill Gates)
http://www.microsoft.com/presspass/trial/ (Microsoft)

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