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Il primo browser della storia

16 Giugno 2000

Il primo browser della storia

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Siamo andati al CERN di Ginevra a parlare con Robert Cailliau, e ce ne siamo tornati al Museo con un prestito d'eccezione: uno dei primi computer NeXT su cui è stato programmato il Web.

Oggi il Web fa parte del panorama quotidiano. Eppure è una novità recentissima: il primo prototipo del Web è entrato in funzione appena nel 1990, al CERN di Ginevra, ad opera di Tim Berners-Lee e Robert Cailliau.

Solo dieci anni e il Web già ha cambiato il mondo. Per questo al Museo della Scienza abbiamo sentito la necessità di andare a vedere le radici del Web, di quella storia così recente e già così lontana. Siamo andati al CERN di Ginevra a parlare con Robert Cailliau, e ce ne siamo tornati al Museo con un prestito d’eccezione: uno dei primi computer NeXT su cui è stato programmato il Web.

Il NeXT era un computer già di per sé votato all’innovazione: lanciato da Steve Jobs subito dopo essere stato messo da parte da Apple, era dotato di un sistema operativo UNIX con una innovativa interfaccia grafica, e di un editor visuale particolarmente adatto a divenire un editor di pagine HTML.

Utilizzando il NeXT Berners-Lee creò le primissime versioni dei due programmi alla base del Web: il Web server, che “fornisce” le pagine Web a chiunque le richieda, e il browser, che le legge.

Sul NeXT che il CERN ci ha prestato erano presenti entrambi questi programmi: il server, che ha funzionato egregiamente per tutto il tempo di permanenza del NeXT presso il Museo, e World Wide Web versione 1.0 Alpha, il primo browser della storia, il padre di Mosaic e il nonno di Netscape Navigator ed Internet Explorer.

Utilizzare World Wide Web sui siti di oggi è particolarmente interessante; in genere il browser si pianta dopo pochi secondi, e questo a causa di due fattori: bachi interni (il programma era ancora alla primissima versione) e presenza nei siti di oggi di numerosissimi comandi e linguaggi paralleli (Java, Javascript, DHTML, ecc.) del tutto sconosciuti al browser.

World Wide Web suggerisce però una riflessione interessante: contiene infatti un editor di pagine Web. Berners-Lee stesso ha precisato che nella sua idea originale scrivere pagine doveva essere altrettanto semplice che leggerle – il successivo sviluppo dei browser ha però privilegiato l’aspetto di “lettura” rispetto a quello di scrittura, favorendo un uso “televisivo” del Web. Solo recentemente sono comparsi editor visuali di qualità accettabile e di facile utilizzo, che hanno permesso a sempre più persone di produrre pagine senza dover imparare l’HTML.

Sul sito del Museo abbiamo pubblicato le immagini delle Home Page dei siti di oggi visti con World Wide Web alla pagina http://www.museoscienza.org/INTERNET/eventi/next.html

L'autore

  • Redazione Apogeonline
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