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Il pinguino fa bene al portafoglio, alla salute e alle ferrovie

22 Marzo 2005

Il pinguino fa bene al portafoglio, alla salute e alle ferrovie

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Se il Brasile tira le fila per l'uso di Linux (con la spinta del MIT), ne sono convinte anche Spagna e Germania

Com’è noto, il Brasile è una delle nazioni che vanta il maggior sostegno al software libero e open source. Anzi, meglio: il paese leader nella ridefinizione di policy che diano priorità alle esigenze degli individui piuttosto che al profitto. Puntando allo sviluppo sostenibile in ogni ambito della società, la scelta del software libero in particolare s’impone come strumento cruciale per l’alfabetizzazione informatica della popolazione locale, soprattutto quella meno abbiente. Da qui l’importanza del progetto prossimo al lancio chiamato “PC Conectado”: la distribuzione di un milione di computer, in parte sovvenzionati dal governo, che gireranno su…. quale sistema operativo? Questo il nodo che l’amministrazione Lula si appresta a sciogliere, avendo come opzioni l’open source e una versione leggera di Windows.

A testimonianza dell’interesse suscitato da simili sperimentazioni nel “mondo ricco”, ecco che nella questione si occupa specificamente il prestigioso Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston. Nei giorni scorsi il direttore del Media Lab ha inviato una lettera alle autorità brasiliane suggerendo loro di optare senza indugi per i sistemi aperti. Firmata da Walter Bender, la missiva recita tra l’altro: “Sosteniamo l’uso di software libero di alta qualità anziché versioni in scala ridotta di software proprietario. Il software libero è assai superiore in termini di costi, potenza e qualità”. Aggiunge David Cavallo, ricercatore e co-autore della lettera: “Poiché la crescita economica sostenibile risiede nei contributi all’economia creativa ed è basta sulla conoscenza… è ovvio che sia la tecnologia più potente, accoppiata alle spese minori, ad offrire la maggiore penetrazione”.

Altra considerazione importante, che vale per il Terzo Mondo tanto quanto per le economie disastrate del Primo, è che la scelta dell’open source stimola l’occupazione e la diffusione di programmatori a livello locale. “L’open source serve non soltanto come esempio per la programmazione di idee e implementazioni, ma anche per far crescere la comunità di sviluppo in quanto strumento sociale accessibile per l’apprendimento e la pratica”, si legge ancora nel testo redatto dal Media Lab del MIT.

Da notare che la decisione finale sul sistema operativo da adottare è stata rinviata più volte. Alcuni membri del governo brasiliano ritengono che comunque ai consumatori debba essere offerta la possibilità di scegliere tra PC dotati di sistema aperto oppure se pagare qualcosa in più per quello targato Microsoft. Ciò soprattutto per via della relativa familiarità con quest’ultimo di una certa fascia di utenti. Considerata tuttavia la forte propensione verso il free software in generale, sia nell’amministrazione Lula che nel paese in generale, altre fonti richiedono la totale esclusione di Microsoft dal progetto “PC Conectado”.

Intanto in Spagna è partita quella che viene definita la “maggiore installazione di computer basati su Linux del paese”. Si tratta di aggiornare l’infrastruttura dei servizi d’assistenza sanitaria dell’Estremadura (Servicio Extremeño de Salud), area rurale nella parte occidentale del paese che confina con il Portogallo ed è tradizionalmente ‘dimenticata’ rispetto alle altre regioni. Il “Jara Project” è un’iniziativa volta a migliorare i servizi sanitari per quelle popolazioni, garantendo ai 14.000 medici e altro personale locale accesso continuato (e protetto) a un ampio database contenente informazioni specifiche e aggiornate sulla materia, insieme ai dati clinici dei pazienti. Il progetto mira inoltre a ridurre la notevole mole di documenti cartacei tipica del sistema sanitario. Il tutto sotto l’egida di IBM, usando server standard basati su Intel che girano sul pinguino, già implementati. In dettaglio, si tratta di server xSeries e p5-570 con processori a 64-bit Power5, mentre il sistema operativo è SUSE Linux Enterprise Server 8. Il budget complessivo stanziato è di 25,5 milioni di euro da ripartire nei quattro anni previsti per la messa in opera.

Infine, la Deutsche Bahn corre rapida lungo i binari della “più grande migrazione Linux del mondo”. Nelle scorse settimane l’azienda ferroviaria tedesca ha annunciato il trasferimento a Linux di tutti i suoi 55.000 impiegati che usavano Lotus Notes, altro momento cruciale verso il graduale cambiamento dell’intera struttura informatica tesa a offrire risparmio economico, maggiore flessibilità e opzioni integrative. La migrazione aveva già interessato il complesso sistema orario dei treni, da HP Non-Stop a Linux, e il prossimo passo vedrà vari sistemi SAP, inclusa la gestione vendite, trasferirsi da Unix a Linux.

Entro quest’anno è prevista la manovra finale, con il salto al sistema operativo open source di database, web e mail server, infrastruttura di rete. Annunciato lo scorso anno, il progetto vanta la supervisione di IBM, che fornisce l’hardware dell’intero sistema, e supera in ampiezza anche quello ormai noto della città si Monaco (15.000 macchine). “La nostra missione è sviluppare e operare un sistema IT efficiente ed economico per le ferrovie tedesche. Linux rappresenta un elemento chiave della nostra strategia e il tranquillo processo di migrazione dai mainframe con Lotus Notes dimostra chiaramente che quest’importante progetto sarà coronato da successo”, ha spiegato Detlef Exner, dirigente di Deutsche Bahn.

L'autore

  • Bernardo Parrella
    Bernardo Parrella è un giornalista freelance, traduttore e attivista su temi legati a media e culture digitali. Collabora dagli Stati Uniti con varie testate, tra cui Wired e La Stampa online.

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